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Un laser per la pioggia

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Per la prima volta è stato utilizzato un raggio laser per generare nuclei di condensazione in nubi di vapore d'acqua. Siamo ancora lontani dal poter manipolare la pioggia a piacimento, ma la tecnica sembra davvero promettente.

Philipp Rohwetter (Institut für Experimentalphysik - Freie Universität Berlin) e i suoi collaboratori hanno provato a mettere in pratica su scala più grande lo stesso principio che nel 1911 portò Charles Wilson a ideare una rivoluzionaria trappola per individuare i raggi cosmici. La “camera” ideata da Wilson era un contenitore a tenuta ermetica riempito con aria satura di vapore acqueo; il passaggio di un raggio cosmico, ionizzando gli atomi lungo il suo percorso, creava nuclei di condensazione che rendevano visibile il tragitto della particella cosmica.
In pratica Rohwetter e collaboratori hanno sostituito i raggi cosmici con impulsi laser molto energetici. Verificato che, sparando un impulso laser infrarosso a elevata potenza (alcuni terawatt) all'interno di una camera a nebbia si assisteva alla formazione delle classiche goccioline di condensazione, hanno provato con successo a ripetere l'esperimento anche su vere nubi atmosferiche. I risultati sono stati pubblicati su Nature Photonics.

Un perfezionamento del metodo potrebbe in futuro diventare un'ottima e più ecologica alternativa alle attuali inseminazioni delle nubi con sali d'argento.

Wired

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