Anche i topi sanno esprimere la loro sofferenza. Il genetista Jeffrey Mogil della McGill University di Montreal, in Canada, insieme con lo psicologo Kenneth Craig, esperto di studi sul dolore alla University of British Columbia di Vancouver, hanno esaminato accuratamente i video girati 30 minuti prima e dopo la somministrazione di una dolorosa iniezione di acido acetico in un gruppo di topi. Hanno così potuto identificare cinque espressioni della sofferenza murina, tre delle quali uguali a quelle con cui anche gli esseri umani esprimono lo stesso sentimento: anche gli animali chiudono e strizzano gli occhi, il naso e le guance. In più, i topolini tirano indietro le orecchie e muovono i baffi. Tutte manifestazioni diverse da quelle con cui reagiscono allo stress o a un generico malessere. I ricercatori non hanno compiuto questo studio per puro sadismo: conoscendo la risposta degli animali al dolore, sperano di poter meglio verificare l’efficacia delle sostanze antidolorifiche, come già hanno fatto testando un farmaco antiemicrania.
Il dolore si legge in faccia
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(Ri)guardare ER nel 2026

Rimesso a disposizione su Netflix, "ER – Medici in prima linea" resta un caposaldo dei medical drama. Rivederla a oltre trent’anni dal debutto non significa solo ritrovare casi clinici e personaggi, ma misurare quanto siano cambiati la medicina e il lavoro sanitario non meno delle rappresentazioni sociali della malattia. E forse anche accorgersi che, più delle pratiche e della realtà, a evolversi rapidamente sono stati i modi di raccontarle.
Nell'immagine di copertina: screenshot dalla sigla di ER - Medici in prima linea
Netflix ha messo a disposizione sulla sua piattaforma la serie ER – Medici in prima linea. Per chi l’aveva appassionatamente seguita ai tempi, odi et amo: da una parte ci toccano 15 anni di puntate da rivedere, dall’altra è l’occasione di immergersi in una serie nota, amata e che ha letteralmente fatto la storia di enorme successo dei medical drama. E, in questo modo, anche di farsi due conti su come è cambiata non solo la medicina sensu strictu, ma anche i suoi rapporti con la società e il modo di raccontarla.