Anche i topi sanno esprimere la loro sofferenza. Il genetista Jeffrey Mogil della McGill University di Montreal, in Canada, insieme con lo psicologo Kenneth Craig, esperto di studi sul dolore alla University of British Columbia di Vancouver, hanno esaminato accuratamente i video girati 30 minuti prima e dopo la somministrazione di una dolorosa iniezione di acido acetico in un gruppo di topi. Hanno così potuto identificare cinque espressioni della sofferenza murina, tre delle quali uguali a quelle con cui anche gli esseri umani esprimono lo stesso sentimento: anche gli animali chiudono e strizzano gli occhi, il naso e le guance. In più, i topolini tirano indietro le orecchie e muovono i baffi. Tutte manifestazioni diverse da quelle con cui reagiscono allo stress o a un generico malessere. I ricercatori non hanno compiuto questo studio per puro sadismo: conoscendo la risposta degli animali al dolore, sperano di poter meglio verificare l’efficacia delle sostanze antidolorifiche, come già hanno fatto testando un farmaco antiemicrania.
Il dolore si legge in faccia
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Come parlare di morte ai bambini? E perché? Maurizio Bonati affronta il tema con leggerezza nel suo libro La stella che più brilla in cielo uscito per i tipi di Giannini Editore. In attesa del webinar di giovedì 9 aprile alle 17.00 (in streaming sul sito e sul canale YouTube di Scienza in rete), ne pubblichiamo un estratto.
Nano per Matilde è la stella che più brilla in cielo e ogni sera la cerca e le augura la buonanotte. Matilde ha da poco compiuto due anni e Nano è il cocker spaniel inglese, fulvo, che per 14 anni ha accompagnato la vita della mamma di Matilde. Nano, intelligente, socievole e giocherellone se ne è andato da poco ma era stato ben presente nel mettersi in piedi, camminare, cadere e giocare di Matilde. La strada scelta dalla mamma di Matilde è stata quella di raccontarle che Nano è andato in cielo ed è diventato una stella.