Un team di ricercatori ha realizzato un materiale con cui costruire catalizzatori economici per la produzione di idrogeno. Il basso costo e la possibilità di operare anche con acqua di mare potrebbero finalmente aprire nuove frontiere nel campo delle fonti energetiche.
Hemamala Karunadasa, Christopher Chang e Jeffrey Long, ricercatori del Dipartimento di Chimica dell'Università di Berkeley, hanno scoperto che un complesso metallico realizzato utilizzando il molibdeno come metallo di transizione può, attraverso un ciclo di ossido-riduzione, trasferire elettroni all'acqua che, in tal modo, libera idrogeno. In sostanza il molibdeno passa ciclicamente da valenza 2 a valenza 4 e in questo passaggio trasferisce 2 elettroni all'idrogeno dell'acqua che, riducendosi, libera idrogeno molecolare.
Attualmente la possibilità di utilizzare l'idrogeno quale fonte energetica alternativa è fortemente frenata dai costi. La produzione diretta di idrogeno dall'acqua, infatti, deve utilizzare quale catalizzatore il platino, un elemento chimico estremamente costoso. Questo spiega come mai la maggior parte dell'idrogeno impiegato nell'industria provenga dal gas naturale.
Una volta perfezionata, la scoperta potrebbe dunque rendere meno proibitiva la strada della produzione di idrogeno dall'acqua. E visto che i ricercatori affermano che il ciclo di produzione dell'idrogeno con il nuovo catalizzatore può funzionare anche con acqua di mare, le nostre riserve di idrogeno finirebbero col diventare praticamente illimitate.
Catalizzatori a buon mercato
prossimo articolo
Tecnologie quantistiche: c’è ancora tempo per ragionare di equità

Durante le celebrazioni per il centenario del fisico Abdus Salam al "suo" ICPT, che cade giovedì 29 gennaio, si parla di tecnologie quantistiche con alcuni ospiti. Abbiamo intervistato Tommaso Calarco, direttore del Quantum Control Group presso il centro di ricerca di Jülich in Germania, e fra i protagonisti della strategie italiana ed europea sul Quantum Flagship. È possibile seguire in diretto l'evento a questo link.
Immagine di copertina: Ragsxl/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0
Il 29 gennaio 2026 si tengono a Trieste le celebrazioni per i cento anni dalla nascita di Abdus Salam, fisico di origine pakistana e vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1979 per l’unificazione tra interazioni elettromagnetiche e deboli. Nel 1964, Salam, insieme al fisico triestino Paolo Budinich, fondò l’International Center for Theoretical Physics, con la missione di garantire pari accesso alla scienza, indipendentemente da barriere geografiche, di genere o economiche. Proprio l’ICTP ospita l’evento.