Lo scorso 26 aprile il Consiglio dell’ESO ha deciso che l’European Extremely Large Telescope (E-ELT), il telescopio di nuova generazione che dovrebbe entrare in servizio nel 2018, verrà realizzato a Cerro Armazones, nel deserto cileno di Atacama.
Benché la scelta del sito si sia basata soprattutto su criteri strettamente astronomici, sono comunque entrate in gioco anche valutazioni di tipo logistico. Cerro Armazones ha dalla sua un’incredibile qualità dell’atmosfera sia per quanto riguarda il ridottissimo ammontare di vapore acqueo, sia per la sua estrema stabilità (gli astronomi parlano di seeing) e può inoltre contare su un invidiabile numero di notti serene, mediamente oltre 320 all’anno. Il sito, però, si trova anche a soli 20 chilometri di distanza dal Cerro Paranal – sede del Very Large Telescope – e in prossimità di altre strutture astronomiche di primo piano, una vicinanza che promette notevoli sinergie scientifiche.
Anche il governo cileno ci ha messo più di una buona parola. Ha infatti deliberato di donare all’ESO un tratto consistente di terreno attiguo alle proprietà di Paranal e Armazones per assicurare la massima protezione dei siti contro ogni influenza negativa, dall’inquinamento luminoso all’attività di estrazione mineraria.
Il rivoluzionario telescopio avrà un diametro di 42 metri e la superficie destinata a raccogliere la luce sarà di circa 1300 metri quadrati. Per realizzarla verranno accostati in un accuratissimo puzzle un migliaio di tasselli esagonali grandi quasi un metro e mezzo e spessi solo 5 centimetri.
La casa di E-ELT sarà in Cile
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Le matrici del potere: dati sui minerali per la transizione

L’età delle matrici di Gianluca Schinaia racconta come la transizione ecologica e digitale dipenda da terre rare e materie prime strategiche, oggi al centro di tensioni geopolitiche globali. Il libro fa riflettere sul fatto che ogni tecnologia energetica ha un impatto ambientale, anche se questo varia molto tra fossili e rinnovabili, soprattutto se la transizione viene governata al meglio sottraendola al monopolio del modello economico neoliberista.
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Serve fare due considerazioni per leggere il libro appena uscito di Gianluca Schinaia L’età delle matrici edito da Codice (384 pagine, 24 euro). La prima è che conoscere gli impatti dell’attività estrattiva non serve per delegittimare la transizione ecologica, anche se questa è una scusa spesso usata dai detrattori (ma poi detrattori di cosa?). Tra l’altro l’attività estrattiva è anche quella che si fa per risucchiare da sottoterra i combustibili fossili.