Studi genetici sulla popolazione di serpenti nello stato di New York mostrano il ruolo importante che gioca la frammentazione del territorio dovuta alla presenza delle strade. Da essa deriverebbe una minore diversificazione genetica, con conseguenze tutt'altro che secondarie per la popolazione animale.
Studi come quello compiuto sui serpenti a sonagli da Rulon Clark (San Diego State University) e collaboratori – di prossima pubblicazione su Conservation Biology – erano in passato già stati compiuti su altri animali, dagli orsi grizzly alle rane. La ricerca, che ha interessato i rettili che popolano quattro differenti zone dello stato di New York, ha confermato in pieno che la frammentazione degli habitat per la presenza delle strade, anche quelle piccole e a traffico limitato, sfocia inevitabilmente in una frammentazione genetica. Una popolazione meno differenziata geneticamente, però, è più facilmente esposta a malattie e meno abile nel far fronte a eventuali modifiche ambientali che potrebbero metterne a repentaglio la sopravvivenza.
I dati di Clark non solo confermano la presenza di tale frammentazione genetica, ma indicano che è già significativa anche considerando un lasso di tempo limitato qual è quello degli ultimi 80 anni. “Anche le modificazioni antropogeniche degli habitat che potremmo considerare non distruttive – scrivono i ricercatori – può creare significative barriere al normale flusso genetico.”
Barriere stradali e biodiversità
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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0
Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.