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Ecco la mappa del sapere

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Luca Carra

I biblioteconomi del Los Alamos National Laboratory hanno stilato una nuova mappa del sapere, in cui si rendono graficamente le interconnessioni fra discipline, mettendo insieme molto opportunamente scienze dure, sociali e umane. Ne esce una ragnatela suggestiva in cui, intorno a un centro costituito dalle più diverse
humanities, gravitano le scienze in senso stretto. Non mancano peraltro, oltre alle ovvie connessioni interdisciplinari in ambito scientifico, link inattesi come fra chimica organica e sociologia. Il lavoro, pubblicato su Plosone, è stato costruito seguendo le ricerche fatte dagli utenti in rete e i loro passaggi da una rivista all'altra, non solo in base alle citazioni, ma anche con i mail, link e motori di ricerca.

Fonte: Clickstream Data Yelds High-Resolution Maps of Science, Plosone online

 

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I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.