E’ l’interazione tra recettori a legare lo stress all’ansia e quest’ultima alla depressione. L’associazione tra questi sintomi di disagio psichico, spesso osservata nella pratica clinica, trova per la prima volta trova un riscontro biologico a livello molecolare. Stephen Ferguson e i suoi colleghi della University of Western Ontario hanno infatti scoperto che l’attivazione del recettore per il fattore di rilascio della corticotropina, indotta dallo stress, determina a sua volta il reclutamento di particolari recettori per la serotonina che aumentano sulla superficie delle cellule nervose, favorendo segnali anomali che possono scatenare la depressione. I ricercatori hanno però già individuato anche una piccola molecola capace di inibire il fenomeno, da cui spera di ricavare una magica “pillola antistress”.
Cosa lega stress, ansia e depressione
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Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.
Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.
La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.