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Un diesel più pulito

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Il motore diesel non ha molto seguito negli USA. I limiti di emissione dei fumi ne frenano la diffusione, ma la scoperta di un possibile convertitore catalitico di nuova formulazione potrebbe forse rendergli giustizia.

Fino a qualche tempo fa, chi viaggiava in automobile riusciva facilmente a identificare un motore diesel per le sue fastidiose fumate nere dense di particolato. Da un po' di anni, però, è stata fatta molta strada. Una differente regolazione dell'ossigeno necessario alla combustione ha migliorato le cose, ma ha trascinato con sé il problema degli ossidi di azoto, i famigerati NOx.

Poco percorribile l'introduzione di marmitte catalitiche a base di platino, scelta che rende di fatto i costi del motore diesel simili a quello a benzina. Un recente studio pubblicato su Science, però, sembra offrire uno spiraglio. Wei Li e i suoi collaboratori del General Motors Global Research and Development hanno infatti provato a sostituire al platino una mistura di palladio e perovskite – un ossido di calcio e titanio – arricchita con lantanio, stronzio e manganese.

Prove di laboratorio hanno mostrato uguale efficienza dei convertitori al platino, ma già si è levata qualche voce di allarme per la presenza dello stronzio. Tale elemento, infatti, è ritenuto un inibitore della crescita, dunque il suo rilascio da parte di vecchi convertitori potrebbe essere molto pericoloso per i bambini.

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Tutti noi abbiamo sempre guardato con ammirazione alle istituzioni scientifiche statunitensi. Università e centri di ricerca prestigiosi, poi istituzioni come NASA, NSF (National Science Foundation), DOE  (Department of Energy) solo per citarne alcuni. Tutti impegnati in ricerca scientifica di punta nei settori di loro competenza. Tutte queste istituzioni ricevono finanziamenti federali che, ogni anno, entrano a fare parte del budget proposto dal governo per l’anno successivo.