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Un diesel più pulito

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Il motore diesel non ha molto seguito negli USA. I limiti di emissione dei fumi ne frenano la diffusione, ma la scoperta di un possibile convertitore catalitico di nuova formulazione potrebbe forse rendergli giustizia.

Fino a qualche tempo fa, chi viaggiava in automobile riusciva facilmente a identificare un motore diesel per le sue fastidiose fumate nere dense di particolato. Da un po' di anni, però, è stata fatta molta strada. Una differente regolazione dell'ossigeno necessario alla combustione ha migliorato le cose, ma ha trascinato con sé il problema degli ossidi di azoto, i famigerati NOx.

Poco percorribile l'introduzione di marmitte catalitiche a base di platino, scelta che rende di fatto i costi del motore diesel simili a quello a benzina. Un recente studio pubblicato su Science, però, sembra offrire uno spiraglio. Wei Li e i suoi collaboratori del General Motors Global Research and Development hanno infatti provato a sostituire al platino una mistura di palladio e perovskite – un ossido di calcio e titanio – arricchita con lantanio, stronzio e manganese.

Prove di laboratorio hanno mostrato uguale efficienza dei convertitori al platino, ma già si è levata qualche voce di allarme per la presenza dello stronzio. Tale elemento, infatti, è ritenuto un inibitore della crescita, dunque il suo rilascio da parte di vecchi convertitori potrebbe essere molto pericoloso per i bambini.

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.