fbpx L'interno di Titano | Page 18 | Scienza in rete

L'interno di Titano

Read time: 1 min

Che Titano, il grande satellite di Saturno, fosse composto per metà di ghiacci e per metà di roccia i planetologi già lo sapevano, non era però nota la distribuzione di queste due componenti. A fornire i dati necessari ha provveduto una serie di quattro flyby effettuati dalla sonda Cassini tra il febbraio 2006 e il luglio 2008.

Lo studio delle minuscole variazioni della velocità della sonda, frutto dell’azione gravitazionale di Titano, hanno permesso a Luciano Iess (Università La Sapienza – Roma) e ai suoi collaboratori di ricostruire la struttura del satellite. Nello studio, pubblicato qualche giorno fa su Science, i ricercatori suggeriscono che l’interno di Titano sarebbe un mix indifferenziato di ghiacci e rocce mentre il guscio più esterno (circa 500 km) sarebbe completamente privo di rocce. Una struttura che fornirebbe precise indicazioni sulla storia evolutiva del satellite, suggerendo per Titano un’evoluzione simile a quella di Callisto, una delle maggiori lune di Giove.

Dai dati non è possibile stabilire se sotto la superficie ghiacciata di Titano possa esistere o meno uno strato liquido, ma l’idea non è da scartare a priori. I planetologi sono convinti che i prossimi flyby della Cassini ci potranno fornire indicazioni più precise.

 

ScienceNASA JPL

Autori: 
Sezioni: 
Planetologia

prossimo articolo

Una scuola dei sogni

Una classe delle elementari durante una lezione

Un progetto rivolto ai bambini e alle bambine delle primarie da parte di un notissimo marchio alimentare è arrivato all’attenzione dell’Ordine dei medici di Torino dopo la segnalazione di una mamma il cui bambino rifiutava la frutta per merenda in favore di un biscotto. Messaggio nutrizionale quanto mai sbagliato e iniziativa discutibile, soprattutto a fronte delle tante carenze delle nostre scuole.

Crediti immagine: Kenny Eliason/Unsplash

Stelle senza nome

I nomi delle stelle sono belli: Sirio, Andromeda, l’Orsa, i due Gemelli.
Chi mai potrebbe dirli tutti in fila? Son più di cento volte centomila.
In fondo al cielo, non so dove e come, c’è un milione di stelle senza nome:
stelle comuni, nessun le cura, ma per loro la notte è meno scura.

Gianni Rodari