fbpx Alberto Mantovani vicepresidente CEPR | Page 29 | Scienza in rete

Alberto Mantovani vicepresidente CEPR

Read time: 2 mins

Alberto Mantovani è stato nominato vicepresidente del CEPR, il «Comitato di
esperti per la ricerca» che si è insedia ieri al MIUR, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Alberto Mantovani, che è Prorettore alla ricerca dell’Università degli Studi
di Milano, Direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas, è vicepresidente del Gruppo 2003 e condirettore scientifico di Scienzainrete.

Il CEPR è stato istituito nel 1998 e svolgerà attività consultiva sui tema di politica della ricerca, nazionale ed internazionale. Presieduto dal Ministro Mariastella Gelmini, è composto da nove esperti nominati con decreto del Presidente del Consiglio, su proposta dello stesso Ministro: Claudio Bordignon,
Irene Bozzoni, Nicola Cabibbo, Giacinto Della Cananea, Fabiola
Gianotti, Carlo Rizzuto, Marina Ruggieri, Salvatore Settis. E, appunto, Alberto Mantovani che ne è il vicepresidente. Si tratta di personalità di grande prestigio e di alta qualificazione del mondo scientifico, tecnologico e culturale.

Il Comitato avrà due compiti niente affatto semplici: fare in modo che le sue proposte per una politica nazionale della ricerca vengano effettivamente accolte e realizzate; operare in un regime di budget decrescente, sperando che il trend dei tagli alla ricerca si inverta.

Il CEPR opererà con la collaborazione organizzativa della Segreteria tecnica del Ministro, coordinata dal Professor Alessandro Schiesaro.

Ad Alberto Mantovani le congratulazioni di Scienzainrete e a il Comitato intero gli auguri di buon lavoro.

Autori: 
Sezioni: 
Ricerca

prossimo articolo

Continua la guerra di Trump alla scienza: università, NASA ed EPA fra gli obiettivi

provette di cui una rotta

L’offensiva dell’amministrazione di Trump contro la ricerca scientifica statunitense non si arresta: tagli drastici ai finanziamenti, licenziamenti di massa e nuove restrizioni su pubblicazioni e costi accademici stanno indebolendo università e agenzie federali. Mentre il Congresso tenta di arginare i danni, il sistema della ricerca resta sotto pressione e gli Stati Uniti rischiano di perdere la leadership globale - a vantaggio della Cina.

Il rapporto tra l’amministrazione Trump e la ricerca è tutt’altro che idilliaco. Il Presidente sa di non essere apprezzato dalla comunità scientifica e lui ricambia con la sua caratteristica attitudine a fare terra bruciata.