Ennesimo esame per la Relatività generale ed ennesima promozione a pieni voti. Questa volta a decretare che la teoria di Einstein è corretta ci hanno pensato oltre 70 mila galassie.
Lo studio è opera di un team di astrofisici delle Università di Princeton, Berkeley e Zurigo. I ricercatori hanno messo alla prova le conseguenze cosmologiche della Relatività e di altre teorie "concorrenti" proposte in questi ultimi anni soprattutto per togliere di mezzo l'ingombrante presenza della materia oscura. Nello studio sono stati analizzati i dati di decine di migliaia di galassie individuate dalla Sloan Digital Sky Survey che si trovano entro una distanza di 3 miliardi e mezzo di anni luce dalla Terra. In particolare i ricercatori hanno valutato la quantità chiamata EG, un parametro che descrive come le galassie si sono aggregate e come questa aggregazione, a causa dell'azione gravitazionale della materia, distorce le loro immagini.
Valutazione molto delicata, ma che permette di decidere se una descrizione teorica dell'universo trovi o meno conferma nella realtà. Differenti teorie della gravità, infatti, prevedono valori di EG diversi da quello suggerito dalla Relatività generale.
Nello studio, pubblicato qualche giorno fa su Nature, gli autori confermano che il loro risultato si adatta perfettamente al valore previsto dalla teoria di Einstein. I dati osservativi, insomma, dicono che, almeno entro tre miliardi e mezzo dalla Terra, la Relatività generale è corretta e affidabile.
Nature - Berkeley University - Princeton University
Einstein promosso ancora
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I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash
Onorevole Presidente del Consiglio,
siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.
Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.