Ennesimo esame per la Relatività generale ed ennesima promozione a pieni voti. Questa volta a decretare che la teoria di Einstein è corretta ci hanno pensato oltre 70 mila galassie.
Lo studio è opera di un team di astrofisici delle Università di Princeton, Berkeley e Zurigo. I ricercatori hanno messo alla prova le conseguenze cosmologiche della Relatività e di altre teorie "concorrenti" proposte in questi ultimi anni soprattutto per togliere di mezzo l'ingombrante presenza della materia oscura. Nello studio sono stati analizzati i dati di decine di migliaia di galassie individuate dalla Sloan Digital Sky Survey che si trovano entro una distanza di 3 miliardi e mezzo di anni luce dalla Terra. In particolare i ricercatori hanno valutato la quantità chiamata EG, un parametro che descrive come le galassie si sono aggregate e come questa aggregazione, a causa dell'azione gravitazionale della materia, distorce le loro immagini.
Valutazione molto delicata, ma che permette di decidere se una descrizione teorica dell'universo trovi o meno conferma nella realtà. Differenti teorie della gravità, infatti, prevedono valori di EG diversi da quello suggerito dalla Relatività generale.
Nello studio, pubblicato qualche giorno fa su Nature, gli autori confermano che il loro risultato si adatta perfettamente al valore previsto dalla teoria di Einstein. I dati osservativi, insomma, dicono che, almeno entro tre miliardi e mezzo dalla Terra, la Relatività generale è corretta e affidabile.
Nature - Berkeley University - Princeton University
Einstein promosso ancora
prossimo articolo
A Santa Marta per dire addio alle fonti fossili ai tempi della crisi energetica

Nella bella cornice della città colombiana di Santa Marta si discute di come abbandonare carbone, petrolio e gas, strategia complessa soprattutto ora che è bastato chiudere Hormuz per prenderci alla gola. Non si tratta di una COP, e nemmeno di una semiCOP, ma di un processo previsto a Belem, che vede riuniti chi ci crede e pensa a come fare. Magari partendo dall'affrontare la questione del debito dei paesi che sono ricchi solo di queste fonti e non hanno altre risorse per ripagarlo.
A Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile si tiene la prima conferenza internazionale dedicata all’abbandono delle fonti fossili. Il contesto è noto: la guerra in Iran ha provocato il terzo shock energetico in meno di un decennio, dopo la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina. È l’ennesima crisi a mostrare la fragilità dei sistemi fondati su petrolio, gas e carbone: costosi, volatili, esposti ai conflitti, ostaggi della geopolitica, e dunque la necessità della transizione.