fbpx L'età della cometa | Page 9 | Scienza in rete

L'età della cometa

Read time: 1 min

Benché gli astronomi ritengano le comete tra gli oggetti più antichi del Sistema solare, finora non disponevano di nessun elemento concreto che potesse aiutarli a determinare in modo sicuro la loro vera età. Grazie al materiale della cometa 81P/Wild 2 raccolto dalla sonda Stardust, però, questa valutazione è finalmente possibile.

Un team di ricercatori coordinati da Jennifer Matzel (Institute of Geophysics and Planetary Science del Lawrence Livermore National Laboratory) ha analizzato il contenuto isotopico di alluminio e magnesio presente nei grani di materiale cometario raccolti dalla sonda Stardust e portati a terra nel 2006 al termine della sua missione.

Nello studio, pubblicato online su Science Express nei giorni scorsi, i ricercatori segnalano la presenza di quelle particolari inclusioni note come CAI (Calcium-Aluminium rich Inclusions) che sono i più antichi materiali solidificatisi nel Sistema solare. Le inclusioni osservate nel materiale della Wild 2, però, sono leggermente più recenti delle CAI individuate finora nei meteoriti: la loro analisi ha indicato che si sono formate almeno 1,7 milioni di anni più tardi.

La scoperta non solo sottolinea l'estrema importanza del rimescolamento e del trasporto di materiali dalle regioni più interne del Sistema solare fino alla sua periferia - dove si sono aggregate le comete - ma pone anche interrogativi cruciali sui tempi in gioco nella formazione delle comete stesse.

Lawrence Livermore National Laboratory  -  Science

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Morbillo, un ritorno annunciato: perché l’eradicazione si allontana

virus del morbillo al microscopio elettronico

Dopo anni di progressi, il morbillo torna a circolare in vaste aree del mondo e diversi Paesi hanno perso lo stato di eliminazione certificato dall’OMS. È un segnale d’allarme che va oltre la singola malattia e porta a interrogarsi su programmi vaccinali, politiche sanitarie e cooperazione internazionale. E ci mostra che l’eradicazione non è solo una sfida biologica, ma soprattutto organizzativa, politica e culturale.

In copertina: virus del morbillo al microscopio elettronico. Crediti: CDC/Wikimedia Commons. Licenza: pubblico dominio

Lo scorso 23 gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che sei Paesi della regione europea hanno perso il loro stato “eliminazione del morbillo”: Armenia, Austria, Azerbaijan, Spagna, Regno Unito, e Uzbekistan. Il Canada lo aveva perso già lo scorso anno. La situazione negli USA sarà valutata dall’OMS il prossimo aprile, ma tutti i segnali puntano alla perdita dello status anche per loro.