Benché gli astronomi ritengano le comete tra gli oggetti più antichi del Sistema solare, finora non disponevano di nessun elemento concreto che potesse aiutarli a determinare in modo sicuro la loro vera età. Grazie al materiale della cometa 81P/Wild 2 raccolto dalla sonda Stardust, però, questa valutazione è finalmente possibile.
Un team di ricercatori coordinati da Jennifer Matzel (Institute of Geophysics and Planetary Science del Lawrence Livermore National Laboratory) ha analizzato il contenuto isotopico di alluminio e magnesio presente nei grani di materiale cometario raccolti dalla sonda Stardust e portati a terra nel 2006 al termine della sua missione.
Nello studio, pubblicato online su Science Express nei giorni scorsi, i ricercatori segnalano la presenza di quelle particolari inclusioni note come CAI (Calcium-Aluminium rich Inclusions) che sono i più antichi materiali solidificatisi nel Sistema solare. Le inclusioni osservate nel materiale della Wild 2, però, sono leggermente più recenti delle CAI individuate finora nei meteoriti: la loro analisi ha indicato che si sono formate almeno 1,7 milioni di anni più tardi.
La scoperta non solo sottolinea l'estrema importanza del rimescolamento e del trasporto di materiali dalle regioni più interne del Sistema solare fino alla sua periferia - dove si sono aggregate le comete - ma pone anche interrogativi cruciali sui tempi in gioco nella formazione delle comete stesse.
Lawrence Livermore National Laboratory - Science
L'età della cometa
prossimo articolo
Rinnovabili: conviene usarle e produrle

Nel Regno Unito, la forte crescita di eolico e solare durante la guerra in Iran ha permesso di ridurre l’importazione di gas e contenere i costi energetici, mostrando però anche i limiti del sistema europeo che continua a legare il prezzo dell’elettricità a quello del gas: il meccanismo da un lato conviene ai produttori di rinnovabili, dall'altro pesa sui consumatori.
Foto di Manfred Antranias Zimmer da Pixabay
Nel Regno Unito, dall'inizio della guerra in Iran, eolico e solare hanno generato un record di 21 terawattora di energia, stando a un'analisi di Carbon Brief. Una quantità sufficiente a evitare l'importazione di 41 terawattora di gas, equivalenti a circa 34 navi cisterna di gas naturale liquefatto. Navi che, ai prezzi attuali gonfiati dal conflitto, sarebbero costate circa 1,7 miliardi di sterline.