ESO ha rilasciato una nuova immagine di NGC 346,
la più luminosa regione di formazione stellare nella nostra galassia
vicina, la Piccola Nube di Magellano,
lontana 210 000 anni luce e situata verso la costellazione Tucana (il
Tucano). La luce, il vento e il calore emessi dalle stelle massive
hanno disperso il gas incandescente
dentro e attorno a questo ammasso di stelle, formando tutt’intorno una
struttura nebulare a ciuffi simile ad una ragnatela. NGC 346, come
altre stupende scene astronomiche,
muta nel corso di miliardi di anni. Man mano le stelle si formano
dalla materia dispersa nella zona, si accendono e disseminano le
restanti
polveri e gas, producendo grandi ondulazioni e alterando l’aspetto di
questo splendente oggetto.
Stratigrafia marziana
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Vedere le faglie in 3D grazie al machine learning

Un sistema di algoritmi di machine learning permette di ricostruire la geometria tridimensionale delle faglie sismiche a partire solo dalla posizione degli ipocentri, rivelando la loro struttura gerarchica e segmentata. L’approccio, sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II e testato su diverse sequenze sismiche, potrebbe migliorare i modelli di previsione probabilistica operativa dei terremoti. Nell'immagine il palazzo della prefettura a L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Credit: TheWiz83/Wikipedia (CC BY-SA 3.0).
Siamo abituati a immaginare le faglie come piani, a separazione di blocchi di roccia che muovendosi l’uno rispetto all’altro generano i terremoti. In realtà, le faglie hanno geometrie molto più complicate. Più che come piani, dovremmo immaginarle come sottili parallelepipedi, strati di roccia con un certo spessore, all’interno dei quali si trovano altre faglie più piccole, e così via in un meccanismo di segmentazione gerarchico.