fbpx Enrico Giovannini: sviluppo sostenibile all'ONU | Scienza in rete

PIL, giustizia, investimenti e lavoro: lo stato dello sviluppo sostenibile

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In questo episodio di Le voci della scienza intervistiamo Enrico Giovannini, reduce dall’esperienza di Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili per il Governo Draghi (denominazione poi cancellata dall’attuale Ministro Salvini) e su cui ha scritto un libro per Laterza, I ministri tecnici non esistono appena uscito. Giovannini è stato infatti Ministro anche nel Governo Letta (lavoro e politiche sociali), insegna all’Università di Roma Tor Vergata, è direttore scientifico dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ed è stato presidente dell’ISTAT e Chief Statistician dell'OCSE.

Con Enrico Giovannini parliamo degli esiti del recente Summit ONU sullo sviluppo sostenibile – per cui aveva rilasciato un commento a Fatti per capire di Barbara Gallavotti e del Museo della scienza di Milano – e dello stato in generale dello sviluppo sostenibile in Italia, in Europa e nel mondo. Tra i temi trattati: la trasformazione del mercato del lavoro per la transizione ecologica, la asimmetria tra paesi ricchi, emergenti e poveri negli impatti e responsabilità della crisi climatica, gli indicatori di benessere migliori del PIL e gli investimenti pubblici e privati necessari per la transizione.

Nel frattempo, è uscito il Rapporto ASviS 2023, che tra le altre cose analizza l'andamento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile negli ultimi anni.

Segnaliamo anche che Luca Carra intervisterà Enrico Giovannini insieme a Paolo Vineis e Luca Savarino al Festival della scienza di Genova il 31 ottobre a Palazzo Ducale.

 

Intervista, musica e montaggio: Jacopo Mengarelli. Immagine di copertina: Daryan Shamkhali su Unsplash
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Il Nobel per la chimica 2026 all'asimmetria delle molecole

disegno di molecole allo specchio

Due molecole possono essere identiche nella composizione, ma avere proprietà molto diverse perché sono l’una l’immagine speculare dell’altra. È il fenomeno della chiralità, fondamentale per comprendere la chimica della vita e il funzionamento di molti farmaci. Il Nobel per la chimica 2026 premia Henri B. Kagan e Kenso Soai per aver dimostrato come un piccolissimo squilibrio tra due forme speculari possa essere amplificato durante una reazione chimica, fino a far prevalere quasi completamente una delle due. Scoperte che hanno trasformato la sintesi organica asimmetrica e aperto nuove prospettive per la ricerca.

Crediti immagine di copertina: ©Johan Jarnestad/The Royal Swedish Academy of Sciences

Due molecole possono avere gli stessi atomi e la stessa formula, ma comportarsi in modo molto diverso se sono l’una l’immagine speculare dell’altra. È da questo problema, apparentemente esclusivamente geometrico ma in realtà profondamente legato alla vita e al funzionamento stesso delle molecole che la compongono, che parte la motivazione del Nobel per la chimica 2026, assegnato a Henri B.