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Quale università dopo il PNRR?

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Quale università dopo il PNRR? È la domanda che si pone il libro di Milano University Press curato da Marino Regini e Rebecca Ghio. Con la missione 4 del Piano di ripresa e resilienza si gioca la grande sfida di sostenere la modernizzazione del mondo dell’istruzione, dell’Università e della ricerca concepite come motori dello sviluppo del Paese, come previsto da ormai vent'anni dalla Strategia di Lisbona. Ma ci stiamo riuscendo? Qui la registrazione del dialogo fra Luca Carra e i due curatori.

 


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Più scienziati anziani, meno innovazione nella ricerca

Einstein nel 1905 e nel 1949

Uno studio su 12,5 milioni di ricercatori e ricercatrici suggerisce che con l’età gli scienziati tendano a diventare meno disruptive, meno inclini cioè a produrre idee capaci di cambiare paradigma. Cresce invece la capacità di integrare e consolidare conoscenze già esistenti. Il fenomeno, definito “Nostalgia Effect”, porta a riflettere su una comunità scientifica sempre più gerontocratica, dove il rischio non è l’irrilevanza dei senior, ma un equilibrio alterato tra innovazione radicale e sedimentazione del sapere.

C’è una certa ironia nel leggere, per me che ho una “età accademica” piuttosto avanzata, un articolo che sostiene, dati alla mano, che gli scienziati anziani tendono a diventare meno disruptive, cioè meno capaci di produrre quelle idee che ribaltano i paradigmi esistenti. Ironia doppia, se nel frattempo ci si accorge di aver appena citato, per l’ennesima volta, un lavoro del 1987 convinti che «resti ancora fondamentale».