fbpx Lo scatto dell'Iran | Page 3 | Scienza in rete

Lo scatto dell'Iran

Read time: 1 min

Negli ultimi vent’anni la produzione scientifica iraniana è cresciuta 11 volte più della media mondiale. Il paese, attualmente al centro dell’attenzione degli esperti di politica internazionale per ben altre ragioni, è quindi quello in cui la crescita è stata maggiore, secondo il rapporto della società di analisi canadese Science-Metrix (http://www.science-metrix.com/30years-Paper.pdf).

Non sono troppo tranquillizzanti i temi di ricerca preferiti dagli studiosi iraniani, che si sono concentrati sulla chimica nucleare e inorganica, sulla fisica nucleare e delle particelle e sull’ingegneria nucleare: in quest’ultimo campo, in particolare, il ritmo di pubblicazione è cresciuto 250 volte più rapidamente che nel resto del mondo.  

Accanto all’Iran a farla da padrone è la Cina, che per numero di pubblicazioni peer-reviewed si calcola raggiungerà gli Stati Uniti entro il 2015 sul totale di tutte le discipline. In generale comunque l’Asia ha superato il Nord America già dall’anno scorso, mentre l’Europa sembra mantenere le sue posizioni soprattutto grazie a progetti di ricerca che superano i confini delle singole nazioni.  

New Scientist pubblicato online il 18 febbraio 2010

 

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Scienza

prossimo articolo

Disforia a esordio rapido: contagio sociale o panico morale?

simbolo e colori persone trans

La disforia di genere a esordio rapido è un presunto fenomeno che alcuni ritengono sia alimentato da influenze sociali e mediatiche. Gruppi come GenerAzioneD, composti da genitori che rifiutano l’affermazione di genere dei propri figli, denunciano un’improvvisa insoddisfazione riguardo l’identità di genere nei giovani, spesso legata a dinamiche di gruppo o ai social media. Ma gli esperti sottolineano la complessità del percorso di riconoscimento del proprio genere, diversa per ogni persona.

Decine di ragazzi e ragazze che «hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza serene, senza sentimenti di incongruenza di genere», bambine «tutte fiocchi e lustrini», che «amavano le gonnelline, i vestitini, i capelli lunghi, giocavano con le bambole», bambini «intelligentissimi, creativi, vivaci, mai preso un trucco o una bambola in mano», improvvisamente hanno comunicato ai genitori di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, dopo avere seguito online «giovani influencer trans con migliaia di follower», oppure dopo avere legato con «un gruppo di ragazze che si definivano tutte no