Se il cancro al seno è avanzato localmente oppure di tipo infiammatorio, e positivo per il marcatore HER-2, non conviene accontentarsi della consueta chemioterapia neoadiuvante, cioè fatta prima dell'intervento chirurgico. Se oltre a quella, la donna assume per un anno il trastuzumab, l’anticorpo monoclonale che attacca la proteina HER-2 in maniera mirata, significa aumentare dal 56 al 71 per cento le possibilità di sopravvivere senza recidive nei tre anni successivi. Lo studio NOAH, coordinato da Luca Gianni dell’Istituto dei tumori di Milano, che ha confrontato più di un centinaio di donne sottoposte alla cura aggiuntiva con trastuzumab con altrettanti controlli, ha dimostrato inoltre che il trattamento, nonostante la sua nota cardiotossicità, è stato in genere ben tollerato. Si sono infatti verificati solo due casi di scompenso cardiaco che hanno comunque risposto bene alle cure.
Trastuzumab dopo la chemio
Primary tabs
prossimo articolo
La scuola non si misura con le percentuali: servono insegnanti, strumenti e sostegno

La quota del 30 per cento può essere uno strumento di programmazione, ma non può diventare la risposta politica ai problemi della scuola. Prima dei numeri vengono le persone, le risorse, la sicurezza degli edifici e il riconoscimento del lavoro di chi ogni giorno tiene aperte le aule.
Foto di Mario Heller su Unsplash
Il 24 settembre il governo Meloni ha approvato un decreto che fissa al 30 per cento il limite per alcune categorie di alunni con cittadinanza non italiana nelle classi prime, a partire dall’anno scolastico 2027/28. Evitare che le difficoltà linguistiche si concentrino tutte nella stessa aula è un obiettivo serio. Fare di una percentuale il centro della risposta all’integrazione, però, è una priorità sbagliata e una scelta politica comoda.