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La rivincita dei prioni

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Forse non è meritata la terribile fama dei prioni, i misteriosi agenti infettivi che, in quanto esclusivamente proteici e privi di acidi nucleici, hanno prima stravolto le leggi della biologia e poi fatto guadagnare a Stanley Prusiner il premio Nobel della medicina. E’ vero che in rarissimi casi provocano la malattia della mucca pazza e la sua variante umana, l’encefalopatia spongiforme di Creutzfeld Jacob, ma in genere il loro ruolo nei mammiferi potrebbe essere al contrario protettivo: un gruppo di ricercatori guidati da Adriano Aguzzi dell’Ospedale Universitario di Zurigo, in Svizzera, ha infatti dimostrato che i nervi dei topi che ne sono geneticamente privi vanno incontro a un precoce processo di demielinizzazione dei nervi periferici, che si corregge con la somministrazione dei prioni stessi. I ricercatori svizzeri hanno ragione di credere che lo stesso accada a livello del sistema nervoso centrale: i responsabili dell’encefalopatia spongiforme potrebbero quindi rivelarsi i guardiani che proteggono l’organismo dalla sclerosi multipla.   

Nature doi:10.1038/news.2010.29

 

 

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Neuroscienze

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Nella bella cornice della città colombiana di Santa Marta si discute di come abbandonare carbone, petrolio e gas, strategia complessa soprattutto ora che è bastato chiudere Hormuz per prenderci alla gola. Non si tratta di una COP, e nemmeno di una semiCOP, ma di un processo previsto a Belem, che vede riuniti chi ci crede e pensa a come fare. Magari partendo dall'affrontare la questione del debito dei paesi che sono ricchi solo di queste fonti e non hanno altre risorse per ripagarlo.

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