fbpx Tanti soldi, tanta ricerca | Scienza in rete

Tanti soldi, tanta ricerca

Read time: 1 min

Le due classifiche che mettiamo a confronto sono quelle relative alla spesa per abitante in ricerca scientifica e tecnologica dei paesi dell’Unione europea (più la Svizzera) e quella della ricchezza di questi paesi, espressa in termini di Pil-pro capite (ovvero il reddito medio di un cittadino). La sovrapposizione è pressoché perfetta. Se si eccettuano i casi del Lussemburgo (paese piccolo, con fonti di reddito cospicue non legate alla produzione industriale o agricola) e dell’Irlanda (paese con un particolare regime fiscale in grado di attrarre grandi imprese straniere) i paesi che investono di più in R&S sono gli stessi con una ricchezza pro-capite maggiore. Non è semplice dire, di primo acchito, quale sia la causa e quale l’effetto. In realtà i due processi – investimenti in ricerca e aumento della ricchezza – coevolvono e si sostengono a vicenda. Tuttavia studi interdisciplinari dimostrano che gli investimenti in ricerca sono tra i più produttivi in assoluto.


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

L’impatto di una colata detritica, istante per istante

colata detritica a san vito di cadore

Durante l’impatto di una colata detritica su un ostacolo la forza cambia nel tempo, riflettendo la coesistenza e l’evoluzione di una fase solida e di una fase fluida nelle diverse porzioni del flusso. Un nuovo modello computazionale sviluppato al Politecnico di Milano riesce a tenere conto di entrambe le fasi in modo agile, aprendo la strada a strumenti più efficaci per la gestione del rischio associato a questi fenomeni.Nell’immagine: la colata detritica che ha invaso la strada statale Alemagna nei pressi di San Vito di Cadore (Belluno) tra giungo e luglio 2025.

Un gruppo di ingegneri del Politecnico di Milano ha messo a punto un modello computazionale più maneggevole di quelli disponibili finora capace di descrivere il comportamento delle colate detritiche, quelle frane in cui i comportamenti tipici di un solido coesistono con quelli tipici di un fluido. Il modello potrebbe essere usato per valutare l'impatto delle colate detritiche su strutture e infrastrutture esistenti e per progettare in modo più appropriato barriere per ridurre i loro effetti.