fbpx "Extreme": un viaggio nella fisica delle particelle | Scienza in rete

"Extreme": un viaggio nella fisica delle particelle

Read time: 4 mins

Il Museo Leonardo da Vinci di Milano si arricchisce di una nuova area espositiva dedicata al mondo della fisica delle particelle

Martedì 12 luglio, taglio del nastro per inaugurare la nuova esposizione permanente “Extreme. Alla ricerca delle particelle” che porta il Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci in linea con altri grandi musei europei. Progettata e realizzata dal Museo in collaborazione con CERN (Organizzazione europea per la ricerca nucleare) e INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) è la prima in Italia e ha come obiettivo quello di far scoprire gli strumenti e il lavoro di chi esplora l’infinitamente piccolo. Gli organizzatori del Museo assieme agli enti di ricerca CERN e INFN con questo progetto espositivo hanno voluto raccontare il mondo della ricerca: ambito in cui la scienza italiana ha un ruolo decisivo.

«La nostra istituzione culturale svolge da sempre il ruolo di essere, come espresso dalle parole del nostro fondatore Guido Uccelli, il museo del divenire del mondo - spiega Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo - museo che studia e valorizza anche il patrimonio tecnico scientifico contemporaneo, materiale e immateriale, e lo fa a beneficio delle generazioni future. Per il Museo è importante favorire il dialogo fra scienziati e cittadini anche sui temi della ricerca fondamentale per offrire un’esperienza culturale che faccia differenza nella vita delle persone. È una responsabilità, oltre a una sfida complessa, aver progettato una esposizione permanente dedicata alla fisica delle particelle».

L’esposizione porta a esplorare la trama della materia nelle sue componenti più piccole per conoscere i mattoncini fondamentali dell’universo. Extreme rivela quello che ogni giorno gli scienziati del CERN e dell’INFN vedono e fanno: vengono, per così dire, aperte le porte di due importanti laboratori che svolgono esperimenti legati alla fisica delle particelle. Accanto a installazioni multimediali e interattive e pannelli con dati e curiosità, la mostra è arricchita di oggetti, anche di grandi dimensioni e valore storico, come il magnete dipolo ed elementi dei rivelatori del CERN.

Il racconto espositivo di “Extreme, alla ricerca delle particelle” è così suddiviso: si inizia dal concetto di traccia, intesa come l’elemento che permette di riconoscere e ricostruire un evento che non è possibile osservare direttamente; poi ci si addentra nella storia della fisica delle particelle negli ultimi decenni e si passa alla quotidianità degli scienziati durante i loro esperimenti potendo vedere e quasi toccare con mano i rivelatori (gli strumenti utilizzati dai fisici per trovare le tracce delle particelle). Infine, tre diverse installazioni interattive illustrano da un parte lo stato attuale di conoscenza delle particelle subatomiche e dall’altra due temi ancora oggetto di studio e dibattito: l’esistenza della materia oscura e di extradimensioni.

Durante la presentazione è intervenuto il Sindaco di Milano Giuseppe Sala: «Milano è una città nota per la finanza, per la moda, per la creatività e per il cibo, ma vorrei che fosse nota anche per la scienza sia per i suoi centri di ricerca sia per istituzioni come queste. Il nostro obiettivo sarà quello di aprire sempre di più Milano a quella internazionalizzazione che le compete e da questo punto di vista la scienza può dare un gran contribuito».

Fabiola Gianotti, Direttore Generale del CERN, cresciuta a Milano, racconta delle sue visite al Museo Nazionale della Scienza della Tecnica Leonardo da Vinci durante i suoi studi e pone l’attenzione su due importanti valori della mostra: «la conoscenza e il desiderio di condividere questa conoscenza».

Era presente anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi che nel suo intervento ha mostrato estrema gratitudine verso tutti coloro che «dimostrano con il loro impegno personale che l’Italia è una straordinaria terra per scienziati, terra per innovatori, terra per persone che vivono la ricerca, il gusto della ricerca e della sperimentazione e innovazione» e riferendosi in particolare a Milano la definisce «una terra che può oggettivamente essere il punto di riferimento del mondo di domani» in quanto importante luogo di richiamo e forza.

La mattinata di inaugurazione e presentazione di questa mostra unica ed originale, è stata conclusa da Stefania Giannini, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che ha posto l’attenzione su tre punti cardine: l’importanza di uno stretto legame tra scienza e società: «non c’è scienza senza società, e non c’è società senza una scienza che la sorregga»; la necessità di mostre e laboratori che avvicinino i giovani al mondo scientifico trasmettendo loro opportunità come «quella dell’orientamento, quella del capire qual è il fascino e il valore dello studio in campo scientifico» portandoli in un prossimo futuro a seguire la strada della ricerca; e infine l’acquisizione di maggior responsabilità da parte del mondo della politica per permettere la diffusione della conoscenza scientifica e della cultura, e l’affermarsi della ricerca di base in Italia. 

Autori: 
Sezioni: 
Inaugurazione

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.