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Un appello sul PNR

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Dal Piano nazionale per la ricerca la ricerca di base esce a pezzi. Questa almeno è l'opinione di una cinquantina di ricercatori - di base, appunto - che hanno screato un appelllo al ministro perché riconsideri il peso strategico che la "scienza pura" deve avere per il traino della locomotiva Italia.
«A costo zero non si fa strada. La bozza del Piano rischia di farci perdere drammaticamente in competitività. Ci siamo uniti per lanciare il nostro allarme alle istituzioni pubbliche nella speranza che la tendenza venga invertita». Chi parla è Riccardo Barbieri, ordinario di Fisica Teorica alla Scuola Normale di Pisa, rapprsentate dei ricercatori che hanno firmato finora l'appello.

Ecco il testo dell'Appello:

E' venuto il momento di lanciare un serio allarme relativamente al futuro del nostro Paese nel campo delle ricerche di base. Ci associamo in questo a quanto espresso autorevolmente dal Presidente dell'INFN, Roberto Petronzio e dal Direttore della SISSA, Stefano Fantoni.
La sistematica restrizione dei fondi e i criteri centralistici e burocratici nelle scarse assunzioni, senza un'efficace valutazione ex-post, stanno da almeno un decennio progressivamente soffocando il capitale umano e la capacità di ricerca nelle scienze di base del nostro paese.
Questi fatti, contrapposti alle decise iniziative di tutti i maggiori paesi del mondo sviluppato e in via di sviluppo, largamente documentate, fanno rapidamente perdere all'Italia ogni competitivita' in campo scientifico-tecnologico. Per la natura delle competenze e della formazione necessarie, il processo in atto richiederà decenni per essere invertito se non si tenta di arrestarlo da subito con determinazione e coerenza.
Al di là di qualunque interesse di parte, è necessario che questo sia percepito come un problema centrale del nostro paese. Nel mondo globalizzato di oggi è in gioco, né più né meno, il suo futuro.
Notiamo con preoccupazione che la bozza di Piano Nazionale per la Ricerca disponibile sul sito del MIUR non offre precise assicurazioni sul futuro della ricerca di base, rimandando a un lavoro ancora da iniziare di previsti "Comitati di indirizzo strategico", il cui impatto tuttavia si farà sentire solo tra molti anni, quando potrebbe essere troppo tardi.

Link: http://www.ricercadibase.it

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In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.

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