fbpx Miur, pubblicato il nuovo bando Prin | Page 3 | Scienza in rete

Miur, pubblicato il nuovo bando Prin

Read time: 2 mins

Stanziati 92 milioni per la ricerca di base dal nuovo bando Prin (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale), pubblicato online sul sito del ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca. Rispetto a quello precedente, il nuovo bando Prin aumenta le risorse disponibili e apre la possibilità di guidare un gruppo anche ai ricercatori con contratti a tempo determinato.
Tra le novità ci sono inoltre procedure di partecipazione online, accanto a una maggiore flessibilità e autonomia nella gestione dei progetti. L'obiettivo, ha rilevato in una nota il ministro Stefania Giannini, è ''favorire il rafforzamento delle basi scientifiche nazionali, anche per consentire una più efficace partecipazione del nostro Paese ai bandi del nuovo Programma Quadro dell'Unione Europea, Horizon 2020''. E' quindi uno strumento che intende ''stimolare e promuovere le nostre eccellenze puntando sui giovani, coerentemente con quanto faremo con il nuovo Programma Nazionale della Ricerca".

I progetti potranno essere presentati a partire dal 12 novembre e fino alle 15 del 22 dicembre 2015. I Comitati di selezione, che si insedieranno in gennaio, selezioneranno i progetti vincitori, che saranno annunciati in estate; i finanziamenti saranno erogati entro ottobre 2016.
Il budget complessivo (pari 91.908.209 euro) sarà distribuito ai tre settori di ricerca individuati dal bando: Scienze della vita, Scienze Fisiche e Ingegneria avranno ciascuno il 35% del finanziamento (pari a 32.167.873 milioni); il 30% (27.572.463 milioni) andrà al settore delle Scienze Umanistiche e Sociali. Ogni progetto potrà avere un costo massimo di 1 milione di euro.
La valutazione sarà semplificata e avverrà in un'unica fase. È prevista una maggiore elasticità nelle procedure di spesa dei fondi e per la prima volta organismi di ricerca privati potranno essere coinvolti con l'inserimento di una sub-unità di ricerca all'interno del progetto.

Link al bando

Fonte Ansa

Sezioni: 
Ricerca europea

prossimo articolo

Houston, abbiamo un problema: se la risposta fosse un gemello digitale?

mano che regge citta

La celebre frase «Houston, abbiamo un problema», resa iconica dal film "Apollo 13" con Tom Hanks nel ruolo del comandante Jim Lovell, rimanda alla missione NASA del 1970 che, in seguito a un’esplosione, fallì l’allunaggio, ma riuscì comunque a riportare a casa l’equipaggio grazie a simulazioni delle manovre di emergenza realizzate con l'ausilio di una copia della navicella. Nati per gestire sistemi lontani e complessi, i gemelli digitali affrontano oggi la sfida più ambiziosa: comprendere e governare il sistema Terra. Modellano edifici e reti energetiche delle smart city per ottimizzare consumi ed emissioni, ma replicano anche ecosistemi remoti e fragili, come le Svalbard, per interpretare le dinamiche della crisi climatica.

I gemelli digitali (in inglese digital twins) stanno uscendo dall’ambito industriale per diventare strumenti chiave nelle politiche ambientali e climatiche. E trovano uno spazio sempre più ampio nelle costruzioni, dalle smart cities all’edilizia.