fbpx Una settimana da ricercatore 2015 | Scienza in rete

Una settimana da ricercatore 2015

Primary tabs

Read time: 1 min

Domani 22 maggio si svolgerà il concorso "Una settimana da ricercatore”.
Il concorso a cui possono partecipare gli studenti iscritti a tutte le scuole secondarie di secondo grado di qualsiasi regione italiana, promosso dal CusMiBio (Centro Università-Scuola per la diffusione delle Bioscienze dell'Università degli Studi di Milano) e che vede la collaborazione anche della Scuola Superiore Sant'Anna.
"Una settimana da ricercatore” consiste in una prova al computer della durata di 30 minuti, con 35 test interattivi a risposta multipla, riguardanti gli argomenti affrontati in tutti gli Sperimenta il BioLab del CusMiBio, compresi quelli di bioinformatica; alcune domande saranno in inglese. Sono previste sedi distaccate del concorso in centro Italia e al sud.

Per i primi studenti classificati il premio consiste in uno stage presso un laboratorio di ricerca nel campo della Genetica molecolare; i posti disponibili sono in tutto 20 con sedi anche all'estero. La commissione tasse ha stabilito l’esonero dalle tasse per i primi 3 classificati che si iscriveranno all’Università degli Studi di Milano, fatta salva la regolarità della carriera e il conseguimento della laurea in corso.

I dettagli sono sul sito CusMiBio.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Concorso

prossimo articolo

Carcere: come la crisi climatica aggrava la pena delle persone detenute

sbarre con sfumature arancione e azzurra

Per chi vive in carcere, la crisi climatica non è solo una condizione ambientale ma una pena aggiuntiva. Celle gelide d’inverno e soffocanti d’estate espongono le persone detenute a rischi fisici e psichici che la crisi climatica sta aggravando. In Italia, tra edifici obsoleti, sovraffollamento e assenza di monitoraggi sistematici, il microclima penitenziario resta un’emergenza invisibile, ai margini delle politiche di adattamento e del dibattito pubblico sui diritti e sulla salute.

Per vent’anni Michael Saavedra ha vissuto in isolamento, trasferito da un carcere all’altro. La sua storia è stata raccontata qualche anno fa su Al Jazeera dal giornalista Brian Osgood. Nel carcere statale di Pelican Bay il freddo era così penetrante che Saavedra partecipò a uno sciopero della fame per ottenere giacche e berretti. Anni dopo, nella prigione di Corcoran, il problema era l’opposto: il caldo diventò così estremo da fargli perdere conoscenza.