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LINCEI: La sperimentazione sugli animali nella ricerca

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Comunicato stampa


 

 INCONTRO DI STUDIO

LA SPERIMENTAZIONE SUGLI ANIMALI NELLA RICERCA SCIENTIFICA

FINALITÀ – LIMITI- ALTERNATIVE 


L’incontro di studio promosso dall’Accademia dei Lincei, la più alta istituzione culturale italiana, assume come punto di avvio il valore giuridico-morale dell’animal welfare. Si interroga quindi sui limiti al sacrificio di tale valore, sulle finalità che possono giustificarlo, sulle possibili alternative alle prassi del passato, sulla necessità di evitare risposte emotive che conducano a pregiudicare la promozione della salute e l’ampliamento delle conoscenze.
L’incontro ha per scopo un approfondimento del tema nella dimensione della razionale ricerca dei punti di equilibrio tra valori irrinunciabili, al di là di ogni connotazione ideologica.
Ne discutono, a livelli di sicura competenza, filosofi, esperti del quadro etico-normativo europeo, ricercatori impegnati nel campo biomedico.
L’incontro si svolgerà il 4 marzo 2015, con inizio alle ore 9,30, all’Accademia dei Lincei, articolandosi in 4 sessioni presiedute da Elena Cattaneo, Enrico Alleva, Mariachiara Tallacchini, Pietro Rescigno, con le conclusioni affidate ad Ernesto Carafoli.

Accademia Nazionale dei Lincei

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Tra errori clamorosi, vizi strutturali e nuove sfide come l’intelligenza artificiale, il nuovo libro di Luca De Fiore, "Come non pubblicare in medicina" (Il Pensiero Scientifico Editore, 2026), ribalta con ironia le regole della pubblicazione scientifica per mostrarne i limiti più profondi. Non solo un manuale per evitare brutte figure , ma una riflessione su un sistema imperfetto e sempre più bisognoso di trasparenza, ma ancora necessario.

«Gentile direttore del New England Journal of Medicine…»: peccato che l’indirizzo fosse quello dell’editor di Jama. È successo mille volte, racconta Robert M. Golub: il destinatario era lui, all’epoca executive deputy editor della seconda rivista, e tutte le volte che ha letto un’intestazione così clamorosamente sbagliata ha pensato che gli autori della mail non dovessero essere campioni della cura del dettaglio. Succede. Come succede di dimenticarsi le tracce delle revisioni ancora visibili o di inciampare in sciatterie di formattazione, e anche molto peggio.