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Da Merck & Co. un milione di euro per 40 borse di studio

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Un milione di euro e 40 borse di studio da 25.000 euro ciascuna per svolgere attività di ricerca presso Istituzioni scientifiche in Italia o all’estero. Sono questi i numeri dietro al più importante investimento a sostegno della ricerca farmacologica che sono stati annunciati oggi dall’Azienda americana Merck & Co., per tramite della sua controllata MSD Italia, e dalla Società Italiana di Farmacologia (SIF). Si tratta di un’occasione unica per favorire il mondo del lavoro e lo sviluppo delle eccellenze del nostro Paese, che deriva da una collaborazione diretta tra il mondo delle società scientifiche, ovvero del no profit, e quello industriale, creando un nuovo modello di cooperazione in cui scienza, impresa e accademia entrano in sinergia afferma Francesco Rossi, Presidente della Sif.

I progetti che si sono aggiudicati il bando avranno una durata di 12 mesi e si focalizzeranno su temi di grande interesse internazionale, quali le neuroscienze, le patologie cardiovascolari, le patologie distrofiche e le malattie neoplastiche. Un’occasione unica, dunque, per favorire il mondo del lavoro e lo sviluppo delle eccellenze in Italia.
Ad aggiudicarsi la maggior parte delle borse di studio bandite, ben 35 su 40, sono ricercatrici under-40 di prestigiosi atenei italiani e internazionali, giovani donne con un presente ancora precario perché non ancora strutturate  che però hanno presentato i progetti più interessanti. “La nostra intenzione è quella di favorire lo sviluppo della ricerca italiana in campo farmacologico, una ricerca condotta da giovani ricercatori che non hanno ancora una posizione stabile nelle nostre università, enti di ricerca e industrie del settore, ha sottolineato il Presidente della Sif durante la cerimonia di premiazione che si è tenuta, giovedì 5 febbraio, a Roma al Nobile collegio chimico farmaceutico.”

“Un milione di euro sono un investimento importante, mai erogato da nessuna altra Azienda nel nostro Paese,” ha sottolineato Pierluigi Antonelli, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia “tanto  più importante perchè, in questi anni, abbiamo perso molte eccellenze. Il fenomeno della fuga dei cervelli inaridisce le nostre accademie, i nostri centri di ricerca, depauperando il paese di potenzialità di sviluppo vitali. Senza Ricerca è l’intero Paese ad impoverirsi: l’industria, l’università, la società, lo stesso PIL. Crediamo che anche i soggetti imprenditoriali, secondo un principio di sussidiarietà orizzontale, abbiano il dovere di prendersi cura di beni comuni. E’ necessario uno sforzo di corresponsabilizzazione di tutti gli attori del sistema paese perché il patrimonio della ricerca venga adeguatamente preservato.”

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.