fbpx Un guinzaglio per gli Ogm | Page 6 | Scienza in rete

Un guinzaglio per gli Ogm

Read time: 2 mins

A pochi giorni dal via libera del Parlamento Europeo alla libertà di ciascun paese di poter scegliere se limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul proprio territorio nazionale, la rivista Nature pubblica due importanti studi che potrebbero contribuire a placare principali le preoccupazioni per l'inquinamento da Ogm.

Gli organismi geneticamente modificati hanno numerosi usi, dal cibo alla produzione di farmaci fino all'industria dove vengono usati, per esempio, per migliorare le caratteristiche richieste ad alcune materie prime. Tuttavia, la coltivazione e lo sfruttamento sono da anni sotto i riflettori. In molti vi è la preoccupazione di un possibile inquinamento genetico.
La paura che le coltivazioni si diffondano, insomma, laddove non desiderato e che contamino così anche le piante allo stato selvatico o comunque non modificate geneticamente è infatti tra i principali argomenti a sostegno del no alle coltivazioni di Ogm. I rischi derivanti dalla diffusione involontaria di Ogm sono incerti, ma sono però infinitamente inferiori agli scenari da incubo dipinti da molti detrattori.
Se la manipolazione genetica non può essere mantenuta nella sua “scatola”, allora può essere tenuta al “guinzaglio”? Questa è la domanda a cui hanno cercato di trovare una risposta due gruppi di scienziati statunitensi.

Nel primo studio i genetisti di Harvard, coordinati da George Church, hanno ottenuto piante capaci di sopravvivere e crescere solo se nutrite con amminoacidi sintetici.  Attraverso la biologia molecolare è stata ridisegnata la struttura di alcuni enzimi essenziali alla sopravvivenza in modo da renderli dipendenti dall’incorporamento di amminoacidi non standard.
Nella seconda ricerca invece, Farren Isaacs ha “dotato” le piante con un corredo di enzimi che rendono il metabolismo dipendente da amminoacidi sintetici. Isaacs e il suo team hanno coniato un nuovo termine per la loro riscrittura del codice genetico, lo hanno chiamato "ricodifica" e i risultati ottenuti sono OGR, "organismi geneticamente ricodificati". "Questo è un miglioramento significativo rispetto agli attuali approcci di  biocontenimento nei confronti degli Ogm ", spiega lo stesso Isaacs.

In entrambi i casi le nuove piante Ogm non sono assolutamente in grado di sopravvivere se coltivate in modo tradizionale e di conseguenza non sono in grado di attecchire in terreni nei quali l'unico alimento siano nutrienti naturali.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Genetica

prossimo articolo

Il cervello non è fatto per capire: la rivoluzione invisibile delle neuroscienze

puzzle di cervello su sfondo geometrico

"Il cervello non è fatto per capire" (Edizioni Dedalo), di Francesco Orzi, ci porta dentro una rivoluzione silenziosa: quella che ha mostrato come la mente umana non sia progettata per conoscere, ma per sopravvivere. Attraverso celebri esperimenti cognitivi, dal Monty Hall al problema di Linda, mostra una verità scomoda: gli errori non sono eccezioni ma strutture profonde del nostro modo di pensare, radicate nei meccanismi neurali che guidano il nostro pensiero. Aiutandoci a fare un passo in più verso la lucidità.

Nella storia delle scienze, alcune rivoluzioni cambiano tutto senza che quasi nessuno se ne accorga. La teoria della relatività e la meccanica quantistica hanno trasformato la fisica nel primo Novecento, e il loro impatto culturale - benché lento - è diventato parte dell'immaginario collettivo.