fbpx Gelo lunare | Scienza in rete

Gelo lunare

Primary tabs

Read time: 1 min

Perfettamente in linea con il gelo dei giorni scorsi l'annuncio dei primi risultati del Diviner Lunar Radiometer Experiment (DLR), uno dei sette sofisticati strumenti a bordo del Lunar Reconnaissance Orbiter. Diviner è un radiometro a 9 canali in grado di effettuare misure infrarosse e misure della radiazione solare riflessa risalendo in tal modo alla temperatura superficiale del suolo lunare.
E' dallo scorso luglio che lo strumento sta realizzando una mappa termica del nostro satellite e in ottobre ha potuto raccogliere i valori delle temperature in prossimità dei Poli lunari, di gran lunga le regioni più fredde della Luna. Alcuni crateri polari (sia al Nord che al Sud) non vengono infatti mai raggiunti dalla luce solare e sperimentano temperature talmente basse che per incontrarne di simili dovremmo spingerci ben oltre l'orbita di Plutone.
Per l'emisfero meridionale della Luna ottobre è il mese tra i più caldi (solstizio estivo), ma ciò non ha impedito di rilevare sul fondo di alcuni crateri al Polo Sud temperature di -238 °C (solo 35 gradi sopra lo zero assoluto). Il record di gelo, però, spetta al Polo Nord, in pieno solstizio invernale. Qui, sul fondo del cratere Hermite, Diviner ha rilevato una temperatura inferiore a -248 °C.
Una decina di gradi in meno e sul fondo di Hermite potrebbe congelare persino l'idrogeno.

Fonti: DIVINER; Nature; NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.