Pronti a partire, ma con il timore di rovinarsi il viaggio a causa del mal di mare? Per sopportare meglio il malessere provocato dal movimento di una nave, dell’auto o dell’aereo, si può provare a concentrarsi su come si respira. L’avevano già scoperto alcuni marinai durante la Seconda guerra mondiale ma ora i ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno dato una base scientifica alle loro osservazioni, mettendo alla prova 26 volontari su un simulatore di volo che li faceva sobbalzare e dondolare: se invece di seguire col respiro i movimenti oscillatori, i partecipanti respiravano più rapidamente o lentamente, espirando invece di inspirare durante le spinte all’indietro, la loro resistenza senza stare male aumentava del 50 per cento. Effetto probabilmente dei sensori addominali, su cui agisce la pressione del diaframma, sensori da poco scoperti accanto a quelli fondamentali dell’orecchio interno.
Si controlla col respiro
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Quanto fa bene un abbraccio

Ricevere un abbraccio non solo promuove la guarigione da infezioni associate allo stress e migliora l’umore soggettivo, ma, generando calore, può anche contribuire a prevenire l’insorgere di disturbi dovuti all’alterata percezione corporea, rafforzando la rappresentazione del proprio sé.
In copertina: illustrazione di Chiara Simeone (@xenophilius)
Non è solo una sensazione: l’abbraccio è un comportamento sociale diffuso e i suoi effetti positivi hanno basi fisiologiche concrete. Ma cosa comporta nell’immediato? Sembra scontato, ma abbracciarsi genera una variazione di temperatura, e in particolare, il calore.