Pronti a partire, ma con il timore di rovinarsi il viaggio a causa del mal di mare? Per sopportare meglio il malessere provocato dal movimento di una nave, dell’auto o dell’aereo, si può provare a concentrarsi su come si respira. L’avevano già scoperto alcuni marinai durante la Seconda guerra mondiale ma ora i ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno dato una base scientifica alle loro osservazioni, mettendo alla prova 26 volontari su un simulatore di volo che li faceva sobbalzare e dondolare: se invece di seguire col respiro i movimenti oscillatori, i partecipanti respiravano più rapidamente o lentamente, espirando invece di inspirare durante le spinte all’indietro, la loro resistenza senza stare male aumentava del 50 per cento. Effetto probabilmente dei sensori addominali, su cui agisce la pressione del diaframma, sensori da poco scoperti accanto a quelli fondamentali dell’orecchio interno.
Si controlla col respiro
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Parità a parole, divario nei fatti: il peso della maternità

A parole la parità è un valore condiviso, ma nei fatti la genitorialità continua a pesare in modo asimmetrico. Analisi su larga scala mostrano che le madri vedono ridursi redditi, produttività e opportunità di carriera, mentre i padri mantengono percorsi lineari. Anche dove esistono politiche di sostegno, il carico familiare resta sbilanciato. Insomma, il cambiamento culturale è ancora incompiuto.
Immagine di copertina elaborata con ChatGPT
Una decina di anni fa, preparando una conferenza sulle difficoltà incontrate dalle donne nelle loro carriere, sia in ambito industriale sia in ambito accademico, avevo trovato molte ricerche fatte in diverse nazioni del mondo che portavano tutte alla stessa ineluttabile conclusione: i figli fanno male alle carriere delle loro mamme. Per contro, le carriere dei papà non sembrano essere compromesse, anzi.