fbpx La protezione di leptina e lipidi | Page 7 | Scienza in rete

La protezione di leptina e lipidi

Read time: 1 min

C’è un legame tra metabolismo e Alzheimer. La leptina, che comunica al cervello quando mangiare e quando smettere, era stata finora studiata soprattutto per cercare un rimedio all’obesità, ma in modelli animali aveva dimostrato di agire anche sulla memoria. Ora un gruppo di ricercatori di Boston ha scoperto che potrebbe proteggere dalla demenza. Un campione di quasi 200 partecipanti allo studio di Framingham, a cui era stato dosato l’ormone  agli inizi degli anni novanta, è stato sottoposto una decina di anni dopo anche a una risonanza magnetica, che mostrava come il volume cerebrale andasse di pari passo con i livelli di leptina. Negli anni successivi alla conferma strumentale è seguita quella clinica: la demenza si è sviluppata in un quarto di coloro che avevano i più alti tassi dell’ormone ma solo nel 6 per cento di quelli con i dosaggi inferiori.

Intanto, all’Università di Cagliari, su una novantina di malati di Alzheimer e altrettanti loro parenti, è stato osservato che i pazienti avevano un accumulo di lipidi neutri e bassi livelli di colesterolo HDL rispetto ai sani. Un altro indizio del legame ancora misterioso che lega la mente al metabolismo, una possibile via da esplorare per cercare strumenti di diagnosi e di cura.

JAMA 2009; 302: 2565
BMC Medicine 2009; 7: 66

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Alzheimer

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.