fbpx Videogiochi come strumento di riabilitazione | Scienza in rete

Videogiochi come strumento di riabilitazione

Read time: 2 mins

I videogiochi interattivi possono essere validi strumenti di riabilitazione. A dirlo sono i ricercatori del Laboratorio di Bioingegneria della Riabilitazione di Volterra che, coordinati da Nicolino Ambrosino, hanno realizzato uno studio pubblicato sulla rivista Respiratory Medicine.  “Abbiamo riscontrato benefici in termini riabilitativi nei pazienti ai quali al programma di riabilitazione respiratoria tradizionale è stato associato l’utilizzo della piattaforma Nintendo Wii” spiega Nicolino Ambrosino.

Lo studio ha coinvolto 40 pazienti che sono stati assegnati in maniera casuale a due gruppi: nel primo i pazienti sono stati sottoposti alla terapia riabilitativa tradizionale che consiste in un allenamento all’esercizio fisico su bicicletta o a corpo libero, nel secondo a questa è stato associato l’utilizzo della console Nintendo Wii.
In entrambi i gruppi è stato rilevato un miglioramento di parametri quali la tolleranza all’esercizio fisico, la dispnea e la qualità della vita. Nel gruppo di soggetti che aveva utilizzato la Wii è stato possibile osservare un netto miglioramento, rispetto ai controlli, della tolleranza all’esercizio fisico, misurabile attraverso il test del cammino e dell’indice transizionale di dispnea.

Nei due gruppi non sono state riscontrate differenze in termini di stato psicologico e adattamento al programma riabilitativo.
“La portata innovativa di questo studio è rappresentata dalla possibilità di implementare un sistema di tele-riabilitazione. Il paziente può svolgere a casa gli esercizi riabilitativi con la piattaforma Wii. Il tutto può essere monitorato attraverso una videocamera che, comunicando con un centro di riabilitazione, permette a un fisioterapista di dare le indicazioni e coordinare gli esercizi del paziente” conclude Nicolino Ambrosino.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Medicina rigenerativa

prossimo articolo

C'è qualcosa di universale nelle sequenze sismiche

Se è appena avvenuto un terremoto è più probabile che se ne verifichino altri, soprattutto nelle vicinanze. Queste correlazioni spaziali e temporali in una sequenza sismica sembrano avere caratteristiche universali, cioè non cambiano andando dall’Italia al Giappone e dal Giappone alla California. Due sismologi dell’Università di Napoli hanno sfruttato questa universalità per sviluppare un modello semplificato per la previsione probabilistica dei terremoti. Potrebbe essere utile per migliorare le previsioni in zone meno monitorate ma con rischio sismico elevato. Nell'immagine: una foto della basilica di San Benedetto a Norcia danneggiata dal terremoto del 30 ottobre 2016.

I terremoti hanno la caratteristica di concentrarsi nel tempo e nello spazio. Vale a dire che se è appena avvenuto un terremoto, è più probabile che nella zona circostante ne avvengano altri, per un periodo di tempo che può estendersi anche per anni.