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Il testosterone non rende aggressivi

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A determinare gli effetti psicologici del testosterone, che si ritiene aumenti l’aggressività e la violenza, è soltanto la nostra convinzione che proprio questa sia la sua azione.

E’ giunto a questa conclusione Ernst Fehr, economista dell’Università di Zurigo, che ha pubblicato il suo lavoro su Nature: «L’ormone in realtà serve solo a difendere la propria condizione sociale» spiega il ricercatore. «Ciò può comprendere in alcuni casi l’aggressività, ma anche altri comportamenti, che in molte situazioni sono anche più appropriati».

Per dimostrare che l’ormone non merita la sua cattiva reputazione il ricercatore ha impegnato 120 donne in un esperimento in cui dovevano distribuire denaro. Le partecipanti avevano a disposizione una somma da dividere con un’altra persona: se la controparte accettava, entrambe ricevevano i soldi pattuiti, in caso contrario nessuna delle due guadagnava nulla. Un atteggiamento più equo favoriva così il raggiungimento del risultato. Le donne che ricevevano testosterone facevano le migliori offerte e avevano quindi maggiori probabilità di mettersi d’accordo con le altre. Quando però prendevano un placebo credendo che si trattasse di testosterone si mostravano molto più aggressive nella contrattazione.    

 

Published online 8 December 2009 | Nature | doi:10.1038/news.2009.1131

 

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Sezioni: 
Endocrinologia

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Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese.