fbpx Francesca Matteucci all'Agenzia Spaziale Italiana | Scienza in rete

Francesca Matteucci all'Agenzia Spaziale Italiana

Read time: 1 min

La prof.ssa Francesca Matteucci è stata nominata membro del Comitato Tecnico-scientifico dell'ASI.

L’Agenzia Spaziale Italiana, ha infatti designato recentemente il nuovo Comitato Tecnico-scientifico che, ai sensi dello Statuto dell’ASI, avrà importanti compiti consultivi nei confronti dell'ente spaziale italiano. Relativamente agli aspetti tecnico-scientifici dell’attività dell’Agenzia, il Comitato viene costituito di soli sette componenti, scelti per le loro elevate competenze nei vari settori della ricerca spaziale, i quali adempiranno al loro incarico per un mandato di quattro anni.

La Prof.ssa Francesca Matteucci, docente ordinario di astronomia e astrofisica dell’Università di Trieste, è anche presidente del Consiglio scientifico dell’INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica, membro del gruppo di valutazione per l’area delle scienze fisiche per l’ANVUR e membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Ufficio Stampa Università di Trieste

Sezioni: 
Nomine

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.