Il terremoto porta con sé molti problemi. Fra questi, la distruzione delle scuole e dei suoi equipaggiamenti. Per dare una mano alla popolazione abruzzese, la Fondazione IBM Italia ha lanciato il progetto Kidsamrt. In base
a un accordo siglato dall'Ufficio Scolastico Regionale per l'Abruzzo e
dalla Fondazione IBM Italia, verranno infatti donate 131postazioni
multimediali alle scuole abruzzesi, a 131 sezioni di
scuola dell'infanzia situate nei 49 comuni che rientrano nel cratere di
sisma. Il progetto prevede inoltre un intervento di formazione rivolto
ad un gruppo di insegnanti (un rappresentante per plesso), che faranno
poi da tutor per gli altri insegnanti delle scuole interessate.
Il percorso formativo destinato ai docenti ha un duplice
obiettivo. Il primo è quello di re-infrastrutturare da un punto di
vista tecnologico le scuole dell'infanzia attraverso un
supporto/accompagnamento all'integrazione del computer nella didattica;
il secondo, più rilevante, è quello di fornire strumenti e risorse
per l'elaborazione degli episodi traumatici e per la gestione della
situazione di crisi post-terremoto nel favorire la riduzione degli
effetti dei traumi nei bambini che si verificano a seguito di eventi
catastrofici.
Kid smart per l'Abruzzo
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A Santa Marta per dire addio alle fonti fossili ai tempi della crisi energetica

Nella bella cornice e della città colombiana di Santa Marta si discute di come abbandonare carbone, petrolio e gas, strategia complessa soprattutto ora che è bastato chiudere Hormuz per prenderci alla gola. non si tratta di una COP, e nemmeno di una semiCOP, ma di un processo previsto a Belem che vede riuniti chi ci crede e pensa a come fare. Magari partendo dall'affrontare il debito dei paesi ricchi di queste fonti e nient'altro,
A Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile si tiene la prima conferenza internazionale dedicata all’abbandono delle fonti fossili. Il contesto è noto: la guerra in Iran ha provocato il terzo shock energetico in meno di un decennio, dopo la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina. È l’ennesima crisi a mostrare la fragilità dei sistemi fondati su petrolio, gas e carbone: costosi, volatili, esposti ai conflitti, ostaggi della geopolitica, e dunque la necessità della transizione.