Kid smart per l'Abruzzo

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Il terremoto porta con sé molti problemi. Fra questi, la distruzione delle scuole e dei suoi equipaggiamenti. Per dare una mano alla popolazione abruzzese, la Fondazione IBM Italia ha lanciato il progetto Kidsamrt. In base a un accordo siglato dall'Ufficio Scolastico Regionale per l'Abruzzo e dalla Fondazione IBM Italia, verranno infatti donate 131postazioni multimediali  alle scuole abruzzesi, a 131 sezioni di scuola dell'infanzia situate nei 49 comuni che rientrano nel cratere di sisma. Il progetto prevede inoltre un intervento di formazione rivolto ad un gruppo di  insegnanti (un rappresentante per plesso), che faranno poi da tutor per gli altri insegnanti delle scuole interessate.
Il percorso formativo destinato ai docenti ha un duplice obiettivo. Il primo è quello di re-infrastrutturare da un punto di vista tecnologico le scuole dell'infanzia attraverso un supporto/accompagnamento all'integrazione del computer nella didattica;
il secondo, più rilevante, è quello di fornire strumenti e risorse per l'elaborazione degli episodi traumatici e per la gestione della situazione di crisi post-terremoto nel favorire la riduzione degli effetti dei traumi nei bambini che si verificano a seguito di eventi catastrofici.

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Xenobot, il robot fatto di cellule

Dal computer (anzi, supercomputer) alle cellule viventi: il lavoro pubblicato questa settimana su PNAS descrive la creazione di un nuovo sistema di vita, un robot nato dal riassembramento di alcune cellule staminali di X. laevis e basato sui modelli proposti da un supercomputer. Questi nuovi robot, chiamati xenobot, sono quindi cellule epiteliali e cardiache artficialmente "montate" dai ricercatori per poter svolgere alcune azioni, come muoversi o spostare piccoli oggetti. Oltre a fornire un'importante possibilità di studio sulla base di forma e funzione degli organismi viventi, è possibile pensare per gli xenobot una vasta gamma di applicazioni.
Nll'immagine: la manipolazione dei ricercatori sulle cellule. Crediti: Douglas Blackiston, Tufts University

«Non sono robot tradizionali e neppure una specie nota di animali. Sono una nuova classe di artefatti: organismi viventi e programmabili». Così Joshua Bongard, informatico ed esperto di robotica dell'Università del Vermont, descrive quanto lui e i suoi colleghi hanno realizzato: sono gli xenobot, cellule staminali provenienti da embrioni di Xenopus laevis e assemblate, su istruzioni di un supercomputer, in una forma di vita completamente nuova.