fbpx Imparare la guerra dalle formiche | Page 12 | Scienza in rete

Imparare la guerra dalle formiche

Read time: 1 min

Basandosi sulle traiettorie seguite dalle formiche per raggiungere il cibo, un gruppo di studiosi spagnoli ha messo a punto un software che dovrebbe guidare le scelte dei generali nelle loro avanzate, trovando il percorso per arrivare all'obiettivo più rapidamente possibile e col minor numero di perdite. «Per mettere a punto il sistema» ha spiegato Antonio Miguel Mora García, dell'Università di Grenada, «mi sono basato sui campi di battaglia del videogioco Panzer General, adattandoli solo in un secondo tempo alle situazioni reali».

Allo studio hanno partecipato anche ricercatori che fanno capo al Ministero della difesa, ma Garcìa giura che lo strumento informatico non ha solo scopi bellici: «Potrebbe servire anche a un agente di commercio per trovare il tragitto più rapido che gli faccia risparmiare benzina o a un'azienda per ottimizzare la distribuzione delle merci con il minor numero di veicoli possibile». Speriamo.

Eurekalert 6 novembre 2009

 

 

Autori: 
Informatica

prossimo articolo

Morbillo, un ritorno annunciato: perché l’eradicazione si allontana

virus del morbillo al microscopio elettronico

Dopo anni di progressi, il morbillo torna a circolare in vaste aree del mondo e diversi Paesi hanno perso lo stato di eliminazione certificato dall’OMS. È un segnale d’allarme che va oltre la singola malattia e porta a interrogarsi su programmi vaccinali, politiche sanitarie e cooperazione internazionale. E ci mostra che l’eradicazione non è solo una sfida biologica, ma soprattutto organizzativa, politica e culturale.

In copertina: virus del morbillo al microscopio elettronico. Crediti: CDC/Wikimedia Commons. Licenza: pubblico dominio

Lo scorso 23 gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che sei Paesi della regione europea hanno perso il loro stato “eliminazione del morbillo”: Armenia, Austria, Azerbaijan, Spagna, Regno Unito, e Uzbekistan. Il Canada lo aveva perso già lo scorso anno. La situazione negli USA sarà valutata dall’OMS il prossimo aprile, ma tutti i segnali puntano alla perdita dello status anche per loro.