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L’esposizione al DDT durante la gestazione aumenta, nella prole di sesso femminile ormai adulta, il rischio di sviluppare la sindrome metabolica, ovvero una serie di sintomi che includono l’aumento di massa grassa, di glucosio nel sangue e di colesterolo. È il risultato di uno studio condotto sui topi dall’Università della California Davis e recentemente pubblicato su PlosOne.

Il para-diclorodifeniltricloroetano, meglio conosciuto come DDT, è stato il primo insetticida moderno. Introdotto verso la fine degli anni ’30, soprattutto per debellare malattie come la malaria e il tifo, è stato vietato nella maggior parte dei paesi a partire dagli anni ’70 a causa di alcuni studi che ne rivelarono la tossicità.
Durante la ricerca è stato somministrato il DDT ai topi femmina durante la gravidanza, dal giorno 11.5 di gestazione a 5 giorni dopo la nascita. Le dosi di DDT somministrate ai topi sono state rese simili alla formulazione usata negli Stati Uniti prima della messa a bando (estate del 1972). In questo modo è stata ricreata una dose paragonabile a quella a cui sono state sottoposte le donne incinte in quel periodo.
Peso e massa grassa della prole sono stati monitorati in diverse fasi fino a nove mesi di vita, quello che è emerso è che l’esposizione al DDT riduceva la temperatura corporea, intaccava la tolleranza al freddo, diminuiva il dispendio energetico e portava a un precoce aumento del grasso corporeo negli individui femmina adulti.

“Come mammiferi per vivere dobbiamo regolare la temperatura interna del nostro corpo” ha detto Michele La Merrill, prima autrice dello studio. “Abbiamo trovato che il DDT riduce la capacità dei topi femmina di generare calore: se non stai generando calore quanto i tuoi simili, invece di bruciare calorie le stai immagazzinando”.
Quando all’esposizione veniva inoltre associata una dieta con molti grassi, i topi sviluppavano intolleranza al glucosio, eccesso di insulina e lipidi nel sangue, e un metabolismo alterato degli acidi biliari ma, ancora una volta, questo riguardava solo le femmine.
Uno dei risultati più significativi è proprio la differenza tra gli individui maschi e femmina. Mentre per le femmine di topo aumentava il rischio di sviluppare obesità, diabete di tipo 2 e colesterolo alto, negli esemplari maschi l’esposizione al DDT aumentava solo i livelli di glucosio.

Nonostante la convenzione di Stoccolma del 2001 ne proibisca l’uso, molti paesi, come l’India e il Sud Africa, usano tutt’ora il DDT per debellare le malattie che si trasmettono attraverso gli insetti.
La comparsa dei sintomi a distanza di tempo, le differenze delle conseguenze dell’esposizione tra esemplari maschi e femmine e l’attuale utilizzo in alcuni paesi sono solo alcuni dei motivi che spingono i ricercatori a studiare gli effetti del DDT sulla salute. Basti pensare che l’esatto meccanismo della tossicità metabolica del DDT è tutt’ora sconosciuto.

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