fbpx Uno Scrigno mai visto | Page 28 | Scienza in rete

Uno Scrigno mai visto

Read time: 2 mins

Davvero John Herschel non poteva trovare nomignolo più azzeccato. Fu il grande astronomo inglese, infatti, a inventare per l'ammasso stellare di Kappa Crucis il nome di "Scrigno di gioielli". Se a qualcuno sembra troppo altisonante, gli basterà una rapida occhiata alle fantastiche immagini diffuse nei giorni scorsi da tre eccezionali telescopi per togliersi ogni dubbio.
Per catturare lo splendore multicolore dell'ammasso, gli astronomi dell'ESO hanno puntato verso l'ammasso il telescopio da 2,2 metri dell'Osservatorio di La Silla (Cile) e la fotocamera ad ampio campo di cui è dotato immortalando in tal modo anche gli immediati dintorni di NGC 4755.
Riprese più ravvicinate sono state poi ottenute dallo strumento FORS1 del Very Large Telescope (Cerro Paranal - Cile), che ci ha consegnato alcune tra le più belle e dettagliate immagini dello Scrigno mai catturate con osservazioni al suolo.
Altri incredibili dettagli, infine, sono stati svelati dalle riprese del telescopio spaziale Hubble. Le immagini, ottenute quando ancora su Hubble era operativa la vecchia Wide Field Planetary Camera 2, sono il risultato di osservazioni con sette differenti filtri, in grado di catturare la luce di NGC 4755 dal vicino infrarosso al lontano ultravioletto.
Immagini davvero da gustare: anche chi poco si cura della valenza scientifica di tali riprese, troverà nella fantastica varietà di colori e di luci dello Scrigno uno scorcio di rara bellezza, delizioso assaggio delle meraviglie dell'Universo.

Fonti: ESO

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Piano pandemico fermo: cosa insegna Covid-19

dispositivi medici per terapia intensiva

Il nuovo Piano pandemico italiano è ancora bloccato, mentre il dibattito resta acceso su efficacia e costi delle misure di contenimento. Intanto comunque Covid-19 ha molto da insegnare: ripartendo dall’analisi dei ricoveri in terapia intensiva durante la prima ondata di Covid-19, gli epidemiologi Rosso e Baussano mostrano limiti e potenzialità dei modelli epidemiologici, e sottolineano la necessità di strumenti previsionali robusti, aggiornati e condivisi per affrontare future emergenze sanitarie.

A che punto è il Piano pandemico italiano? Dalle ultime notizie, ricavate da un articolo del Sole 24 Ore pubblicato il 23 febbraio 2026, l’Italia non ha ancora pubblicato il Piano Pandemico 2025-2029.  L’ultima bozza disponibile risale all’estate 2025 ed è oggetto di un rimpallo tra Ministero della Salute, Regioni e Ministero dell’Economia, che ha sollevato dubbi sulle coperture finanziarie.