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La ricerca fatta al computer

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Non è ancora il momento di dire addio a stabulari e colture cellulari, ma la ricerca di nuovi farmaci si avvale sempre più dell'informatica. Due studi, usciti quasi in contemporanea, ne illustrano due promettenti applicazioni. Su Nature Reviews Drug Discovery Pankaj Agarwal e David B. Searls, alla luce della loro esperienza in una grande azienda farmaceutica come la SmithKline Beecham, spiegano come la bibliometria possa aiutare a scoprire precocemente le aree di studio che, per esempio attraverso la scoperta di  target o di meccanismi patogenetici, aprono la strada alla ricerca di nuovi farmaci.

Bryan Roth, farmacologo della University of North Carolina a Chapel Hill, ha invece messo a punto un programma che consente di passare al setaccio i medicinali già esistenti, analizzandone la struttura molecolare in relazione a quella di migliaia di possibili target. «In tal modo è possibile individuare nuove applicazioni per prodotti già sul mercato o prevedere effetti collaterali indesiderati» ha spiegato il ricercatore.

Nature Reviews Drug Discovery 2009; 8: 865-878 doi:10.1038/nrd2973
Nature pubblicato online il 1 novembre 2009  doi:10.1038/news.2009.1047

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Farmacologia

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Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.