fbpx Il CMCC si conferma tra i migliori think-tank al mondo | Page 3 | Scienza in rete

Il CMCC si conferma tra i migliori think-tank al mondo

Read time: 2 mins

Lo scorso anno, al suo esordio, si era presentato come una novità di rilievo per valutare il lavoro dei centri di ricerca sui cambiamenti climatici e misurarne la produttività scientifica e l’influenza nella sfera pubblica. Alla sua seconda edizione, il Climate Think Tank Ranking realizzato dall’International Center for Climate Governance (ICCG) ha già compiuto un ulteriore passo in avanti, sviluppando una metodologia ancora più accurata della precedente per migliorare i criteri di valutazione. I risultati sono stati dal Direttore dell’ICCG, Carlo Carraro durante la sessione plenaria "Sfide e politiche per un futuro a bassa intensità di carbonio" tenutasi nell’ambito del Fifth World Congress of Environmental and Resource Economists (Istanbul, Turchia, 28 giugno-2 luglio 2014): il CMCC ha fatto registrare un ottimo piazzamento che lo vede tra i più influenti centri di ricerca sul clima. 

Il ranking, che include i 200 think tank segnalati nell’osservatorio Think Tank Map, è stato formulato sulla base di 15 indicatori suddivisi in tre pilastri principali – attività, pubblicazioni e divulgazione – per misurare, rispettivamente: l'influenza dei risultati della ricerca sul mondo della politica, delle imprese, su opinione pubblica e società; i risultati della ricerca in termini di pubblicazioni peer-reviewed e di documenti di lavoro / rapporti / policy briefs; le iniziative di divulgazione attraverso eventi internazionali e canali web. Una metodologia che ha ulteriormente affinato l’analisi realizzando due classifiche distinte: una che valuta i think tank in termini pro-capite (considerando, cioè, il numero dei ricercatori di ciascuna istituzione, al fine di rendere direttamente comparabili istituzioni di grandi e piccole dimensioni) e una classifica assoluta che  invece la produttività dell’anno 2013 in termini assoluti. 
Il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici ha fatto registrare ottimi piazzamenti nelle due speciali classifiche (tra i primi venti in quella assoluta e tra i primi cinquanta in quella standardizzata), mentre il primo posto è stato assegnato al centro di ricerca americano Woods Hole Research Center (WHRC).

Ufficio Stampa CMCC

Sezioni: 
Climatologia

prossimo articolo

Le matrici del potere: dati sui minerali per la transizione

matrici per la transizione

L’età delle matrici di Gianluca Schinaia racconta come la transizione ecologica e digitale dipenda da terre rare e materie prime strategiche, oggi al centro di tensioni geopolitiche globali. Il libro fa riflettere sul fatto che ogni tecnologia energetica ha un impatto ambientale, anche se questo varia molto tra fossili e rinnovabili, soprattutto se la transizione viene governata al meglio sottraendola al monopolio del modello economico neoliberista.

Foto di Paul-Alain Hunt su Unsplash

Serve fare due considerazioni per leggere il libro appena uscito di Gianluca Schinaia L’età delle matrici edito da Codice (384 pagine, 24 euro). La prima è che conoscere gli impatti dell’attività estrattiva non serve per delegittimare la transizione ecologica, anche se questa è una scusa spesso usata dai detrattori (ma poi detrattori di cosa?). Tra l’altro l’attività estrattiva è anche quella che si fa per risucchiare da sottoterra i combustibili fossili.