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Il sangue e il suo dono

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Sono trascorsi dieci anni dalla proclamazione della Giornata Mondiale del donatore di sangue istituita a partire dal 2004 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il 14 giugno è una data particolare per il “sangue”.
In questa data, nel 1868, nacque Karl Landsteiner, il biologo austriaco – naturalizzato statunitense – che scoprì nel 1901 i quattro principali gruppi sanguigni, premio Nobel per la medicina nel 1930 e scopritore, nel 1940 assieme a Alexander Wiener, del fattore Rhesus (Rh).

I dati dell’OMS evidenziano come ogni giorno siano circa 800 donne a perdere la vita per complicazioni legate alla gravidanza e al parto. E le trasfusioni, indicano gli esperti, sono uno degli interventi salvavita previsti per gestire le complicazioni della gestazione. Leggendo il report dell’Organizzazione che coordina la salute mondiale si nota come il 65% delle trasfusioni sia a beneficio di bambini di età inferiore ai 5 anni, che vivono in prevalenza nei Paesi più svantaggiati. Nei Paesi a più alto reddito invece le trasfusioni vengono rese a beneficio di una popolazione di età superiore ai 65 anni.

Ma l’OMS fornisce anche dati positivi: nel corso di questi dieci anni, il numero di donazioni nel mondo è cresciuto del 25%. Il fabbisogno delle scorte ematiche è garantito, nel nostro Paese, da circa 1 milione e 700 mila donatori effettivi di età compresa tra 18 e 65 anni. Ma l’età media dei donatori italiani è in preoccupante aumento e preoccupa il lento ricambio generazionale che garantirebbe l’autosufficienza di emoderivati ed emocomponenti.

Parenti e donatori retribuiti forniscono più della metà del sangue e degli emoderivati raccolti in 73 Paesi.
L’OMS si è posta l’obiettivo rendere le scorte di sangue totalmente autosufficienti con le sole donazioni volontarie gratuite entro il 2020.
È sulla scorta di questa indicazione che il Ministero della Salute e il Centro Nazionale Sangue (CNS) hanno avviato, lo scorso maggio, la nuova campagna di sensibilizzazione al dono del sangue.
La nuova campagna 2014 s’intitola RED(ON)O ed è stata lanciata lo scorso maggio. Lo slogan, il logo e le iniziative attivate vogliono comunicare l’importanza di (ri)accendere in ogni cittadino il desiderio di prendere parte attiva a una comunità attraverso il gesto del “dono” e la voglia di (ri)accendere i riflettori su importanti valori come la condivisione e la solidarietà.
A questo scopo per la prima volta il Ministero della Salute insieme al Centro Nazionale Sangue ha pianificato una campagna dedicata ai giovani e per parlare con loro si è dotata dei media più adatti a intercettarli.
MISTER RED è il protagonista dello spot che dal 29 maggio viene proiettato prima di ogni film nelle 260 sale del circuito nazionale THE SPACE CINEMA. Il personaggio, frutto dell’immaginazione di Fra Biancoshock, rappresenta un donatore tipo che “segna” con della vernice rossa le persone che incontra  nel suo cammino, le quali, anziché risentirsi, assumono un atteggiamento di gratitudine nei suoi confronti e dimostrano rinnovata energia.
Su Facebook e Twitter, i social network più frequentati dal target giovanile, è stata creata una community (Club Redono), accessibile anche attraverso il sito ufficiale del CNS, ed avrà il compito di raccogliere, stimolare, informare e indirizzare i potenziali donatori, condividendo le esperienze, i racconti, le necessità.
Il messaggio di RED(ON)O viaggerà per l’intero mese di giugno, anche su Italo, il treno della compagnia NTV, che per la prima volta raccoglie una campagna sociale e rivestirà le carrozze e i punti di ristoro con una personalizzazione che porterà i viaggiatori verso la pagina social dedicata: #redono. Un’altra iniziativa vede protagonisti i muri di Roma dove verranno realizzati dei murales con il tema della campagna.

Le importanti iniziative ministeriali non devono però far dimenticare il ruolo fondamentale svolto dalle principali associazioni di volontariato (Avis, CRI, Fidas, Fratres) che operano nel nostro Paese e che si fanno carico dell’incessante opera di sensibilizzazione e reclutamento dei donatori.

Andrea Rubin

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