fbpx Batteri resistenti, trovato il "tallone d'Achille" | Page 8 | Scienza in rete

Batteri resistenti, trovato il "tallone d'Achille"

Read time: 2 mins

Identificato il “tallone di Achille” della barriera difensiva che circonda le cellule dei batteri resistenti agli antibiotici.
Lo studio pubblicato da Nature potrebbe aprire la strada alla realizzazione di una nuova classe di farmaci in grado di combattere "superbatteri", abbattendo le loro mura difensive piuttosto che attaccandoli direttamente.
Attraverso questi farmaci in futuro i batteri potrebbero non sviluppare più alcuna resistenza.
La resistenza dei batteri agli antibiotici è considerato da molti esperti come una delle minacce più gravi per l'umanità, insieme il cambiamento climatico e il terrorismo globale. In Europa ci sono stimati in media 25mila morti l'anno a causa di infezioni dei batteri farmaco-resistenti. Lo sviluppo di nuove forme di antibiotici è visto come uno passaggi chiave per combattere la minaccia.
I ricercatori hanno lavorato su una classe di batteri chiamati “Gram-negativi”, particolarmente resistenti agli antibiotici grazie alle membrane esterne impermeabili a base di lipidi delle cellule. La membrana agisce come una barriera difensiva contro gli attacchi da parte del sistema immunitario umano e farmaci. Fino ad ora non si conoscevano i passaggi di formazione della membrana ma gli scienziati britannici della University of East Anglia (UEA) affermano di aver scoperto un modo per ostacolare la formazione di questo scudo.
I nuovi dati rivelano come le cellule batteriche trasportano i blocchi di costruzione delle barriere - "mattoni" chiamati lipopolisaccaridi - verso la superficie esterna.
"Abbiamo identificato il percorso e il cancello utilizzati dai batteri per trasportare i blocchi che costruiscono le barriere sulla superficie esterna" ha spiegato Changjiang Dong, leader della ricerca.
Cosa più importante bloccando i meccanismi di formazione della membrana i batteri diventano vulnerabili.
“L’aspetto interessante di questa ricerca sta nel fatto che i nuovi farmaci si rivolgono specificamente alla barriera protettiva intorno ai batteri, piuttosto che ai batteri stessi. Poiché i nuovi farmaci non avranno bisogno di inserirsi nei batteri, ci auguriamo che i batteri in futuro non saranno in grado di sviluppare la resistenza ai farmaci” ha spiegato Haohao Dong del Biomedical Research Centre della Norwich Medical School e tra gli autori dello studio.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Microbiologia

prossimo articolo

La quotidianità dell’endometriosi

disegno di donna stesa su sfondo viola

Per anni è stato liquidato tutto come “normale”: il dolore mestruale, la stanchezza, il disagio. Ma per chi vive con l’endometriosi, quella normalità è una gabbia fatta di sintomi ignorati e diagnosi che arrivano troppo tardi. Tra invalidazione medica, auto-diagnosi e percorsi a ostacoli, le testimonianze raccolte raccontano una realtà ancora poco ascoltata — ma che oggi, finalmente, inizia a emergere.

In copertina: illustrazione di Chiara Simeone (@xenophilius)

Abbiamo sentito parlare di endometriosi. Ma abbiamo mai ascoltato davvero?

«Crampi così forti da non andare a scuola, spossatezza cronica, trascinavo il mio corpo da un luogo all’altro, annebbiamento mentale, rapporti sessuali dolorosi, eppure tutti intorno a me dicevano che in realtà stavo bene». È così che C., 24 anni, racconta la sua esperienza con l’endometriosi prima della diagnosi. «Se i medici ti dicono che non hai nulla, inizi a pensarlo anche tu: prima della diagnosi, non ho mai pensato che quei sintomi fossero ‘anormali’».