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Gli inquinanti del disgelo

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E' senza dubbio prevedibile che nei depositi sedimentari di un lago si possano trovare massicce presenze di agenti inquinanti in corrispondenza degli strati depositatisi quando la regolamentazione di tali sostanze era pressoché inesistente. Meno prevedibile, invece, quanto hanno scoperto Christian Bogdal (ETH di Zurigo - Istituto di Chimica e Bioingegneria) e i suoi collaboratori analizzando i carotaggi raccolti nel lago Oberaar, un bacino svizzero alimentato dai ghiacciai alpini.
L'analisi ha mostrato che la presenza di pesticidi e di altri agenti inquinanti aumenta progressivamente a partire dagli anni '50, raggiunge un picco a cavallo degli anni '60-'70 e torna ai minimi livelli in corrispondenza degli anni '80 e '90, andamento in linea con la graduale regolamentazione del loro impiego.
I dati di Bogdal, però, indicano anche una nuova repentina crescita del livello di agenti inquinanti a partire dalla fine degli anni '90 (la situazione attuale è paragonabile a quella degli anni '60-'70) la cui causa sarebbe il rilevante rilascio di agenti inquinanti associato allo scioglimento dei ghiacciai alpini.
Per Bogdal e collaboratori, dunque, il riscaldamento globale e il conseguente massiccio scioglimento dei ghiacciai - con l'inevitabile rilascio degli agenti inquinanti intrappolati nei ghiacci - potrebbero avere conseguenze davvero drammatiche per l'ambiente.

Fonte: Environmental Science & Technology

 

 

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Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

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