fbpx Pro-Test manifesta contro la disinformazione de Le iene | Page 3 | Scienza in rete

Pro-Test manifesta contro la disinformazione de Le iene

Read time: 2 mins

Le Iene, dopo aver propagandato il "veleno di scorpione omeopatico", che avrebbe curato il cancro, e dopo aver fatto da megafono alla propaganda al ‘metodo’ Stamina, presentato come cura miracolosa per tuTte le malattie neurodegenerative, hanno deciso (purtroppo) di dedicarsi di nuovo alla salute e alla scienza.

Nella puntata di Venerdì 9 Maggio, per il ciclo "Alimentazione e Cancro", la iena Matteo Viviani ha spacciato il libro "The China Study" come straordinaria rivelazione per la cura del cancro. Come nelle precedenti vicende, nonostante le tragiche e definitive smentite, ancora una volta si è puntato solo sul sensazionalismo della notizia, mentre la sicurezza, la serenità e la salute degli ascoltatori sono passate in secondo piano.

E così, dopo Vannoni, abbiamo un nuovo ciarlatano, T. Colin Campbell, l'autore del libro.

Pro-Test Italia, associazione di ricercatori e studenti a difesa del metodo scientifico, ritiene che tutto questo sia inaccettabile e che gli autori de Le Iene stiano ampiamente sottovalutando il rischio concreto che persone disperate a causa della malattia abbandonino le cure mediche per affidarsi unicamente a un cambiamento di dieta.

In quel caso - sostiene Ambra Giulia Marelli, VicePresidente di Pro Test Italia - non sarà sufficiente giustificarsi facendo appello a un presunto dovere di cronaca, in quanto il dovere di cronaca prevede anche di sottolineare chiaramente quanto queste ‘terapie’ non siano efficaci e siano anche pericolose. Per questo domani alcuni di noi saranno davanti alla sede delle Iene per sottolineare quanto sia deleterio il loro modo di fare spettacolo”.

Pro-Test Italia

Sezioni: 

prossimo articolo

Ricerca pubblica, un piano che non salva i ricercatori

Un emendamento alla legge di bilancio promette un piano straordinario di reclutamento per i ricercatori PNRR, ma le risorse, i meccanismi di cofinanziamento e le esclusioni previste lo rendono largamente insufficiente. Il rischio è di aggravare il precariato invece di ridurlo. Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Comitato Nazionale dei Ricercatori Universitari PNRR

Nei giorni scorsi è stato inserito un emendamento alla legge di bilancio su iniziativa della maggioranza che attribuisce risorse ad un piano di reclutamento straordinario per l’assunzione di ricercatori nelle università e negli enti di ricerca, con particolare riguardo al personale a tempo determinato impegnato in progetti finanziati con risorse del PNRR. Questa proposta tuttavia presenta numerose limitazioni e risulta di fatto inadeguata ad affrontare le attuali difficoltà del sistema della ricerca italiano.