fbpx Allarme poliomielite, l’OMS dichiara l’allerta globale | Page 6 | Scienza in rete

Allarme poliomielite, l’OMS dichiara l’allerta globale

Read time: 2 mins

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato «lo stato di allerta per la salute pubblica globale». La decisione è stata presa a seguito della riunione del Comitato di Emergenza tenutasi nei giorni scorsi a Ginevra con la partecipazione delle rappresentanze degli Stati nei quali la poliomielite risulta attualmente presente (Afghanistan, Camerun, Guinea Equatoriale, Etiopia, Israele, Nigeria, Pakistan, Somalia e Siria).
L’allarme è scattato a seguito di diversi casi di poliomielite provenienti da Camerun, Pakistan e Siria nei primi mesi del 2014, un periodo climaticamente sfavorevole alla diffusione della malattia. Si teme perciò che il virus possa essere reintrodotto nelle aree considerate “polio-free” dalla persone in fuga da questi Paesi in conflitto e nei quali le scarse condizioni igieniche e il basso tasso di vaccinazioni ha permesso la diffusione della malattia.

Dall’inizio dell’anno sono state infettate 117 persone in dieci paesi, con la maggioranza dei casi in Pakistan. Nel 2013 i casi totali sono stati 417, di cui il 60% esportati. Per evitare che la poliomielite lasci i Paesi in cui è presente, l’OMS ha emanato alcune raccomandazioni valide per i tre Stati esportatori secondo le quali tutti i viaggiatori in uscita dovrebbero essere vaccinati e avere un certificato che attesti l’immunizzazione. Tali raccomandazioni resteranno in vigore per almeno sei mesi dall'ultimo caso di esportazione; misure simili verranno adottate negli altri sei Stati coinvolti ma dai quali la malattia non è stata esportata. L’allerta dell’OMS non giunge del tutto inattesa: già nel 2013 il virus è stato rilevato nell’acqua in Israele, un Paese fino ad allora considerato “polio-free”.
Alla fine dello scorso anno inoltre un gruppo di infettivologi ha lanciato l’allarme dalle pagine di The Lancet sottolineando che la cosiddetta “immunità di gregge” potrebbe non bastare a contrastare la diffusione della malattia, soprattutto negli Stati dell’Est Europa dove la copertura vaccinale è bassa. In Italia circa il 95% della popolazione risulta protetto dall’infezione, anche se non se ne può escludere completamente la possibilità.
Va ricordato comunque che solo una minima parte dei soggetti infettati dal virus sviluppa la forma paralitica e quindi almeno la forma più grave dovrebbe rappresentare un evento estremamente raro nel nostro Paese. 

Autori: 
Sezioni: 
Pandemie

prossimo articolo

L’impatto di una colata detritica, istante per istante

colata detritica a san vito di cadore

Durante l’impatto di una colata detritica su un ostacolo la forza cambia nel tempo, riflettendo la coesistenza e l’evoluzione di una fase solida e di una fase fluida nelle diverse porzioni del flusso. Un nuovo modello computazionale sviluppato al Politecnico di Milano riesce a tenere conto di entrambe le fasi in modo agile, aprendo la strada a strumenti più efficaci per la gestione del rischio associato a questi fenomeni.Nell’immagine: la colata detritica che ha invaso la strada statale Alemagna nei pressi di San Vito di Cadore (Belluno) tra giungo e luglio 2025.

Un gruppo di ingegneri del Politecnico di Milano ha messo a punto un modello computazionale più maneggevole di quelli disponibili finora capace di descrivere il comportamento delle colate detritiche, quelle frane in cui i comportamenti tipici di un solido coesistono con quelli tipici di un fluido. Il modello potrebbe essere usato per valutare l'impatto delle colate detritiche su strutture e infrastrutture esistenti e per progettare in modo più appropriato barriere per ridurre i loro effetti.