Le tombe egizie della Valle dei Re sono minacciate dalla posizione stessa scelta dagli antichi per costruirle, una lunga frattura nella roccia che forse, con gli scarsi mezzi a disposizione all'epoca, facilitò i lavori. Ma che oggi minaccia la sopravvivenza di uno dei più grandi patrimoni dell'umanità, come mostrano le crepe sui soffitti. L'ha documentato Katarin A. Parizek, che insegna fotografia digitale al Dipartimento di arti integrate della Penn State University di Philadelphia, dopo aver esaminato 33 delle 63 tombe conosciute in quel sito e di queste averne fotografate e mappate, internamente ed esternamente, nove. «Ben 30 delle 33 tombe che abbiamo valutato si trovano esattamente sulla linea di frattura, due sono disposte diagonalmente e una sola è al di fuori» ha spiegato pochi giorni fa la ricercatrice all'Annual meeting of the Geological Society of America a Portland, nell'Oregon. «Troppe perché si tratti solo di una coincidenza».
Una frattura nella Valle dei Re
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Immagine: Unità portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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