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Un flop che è un successo

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Parlare di flop in informatica non ha lo stesso effetto che potrebbe avere in ambito commerciale o cinematografico. Il termine sta per floating point e indica un particolare tipo di rappresentazione dei numeri razionali (in virgola mobile, appunto) e viene comunemente impiegato per valutare la capacità di elaborazione e calcolo di un computer.

Nei giorni scorsi il supercomputer Cray XT5 - Kraken - in servizio presso il centro di calcolo dell'Università del Tennessee per conto del NICS (National Institute for Computational Science) - ha superato l'incredibile barriera del petaflop, pari a un milione di miliardi di operazioni al secondo. Una prestazione che fa di Kraken il primo sistema informatico accademico a varcare quella soglia e lo proietta nell'élite dei supercomputer più potenti al mondo.

Grazie anche a un precedente upgrade, che aveva portato la memoria di Kraken a 129 terabytes, ora il supercomputer è particolarmente adatto per gli ambiti di ricerca in cui regnano sovrane pesanti simulazioni matematiche (per esempio in ambito astrofisico o nello studio dei modelli climatici).

National Institute for Computational Science
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Informatica

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Morbillo, un ritorno annunciato: perché l’eradicazione si allontana

virus del morbillo al microscopio elettronico

Dopo anni di progressi, il morbillo torna a circolare in vaste aree del mondo e diversi Paesi hanno perso lo stato di eliminazione certificato dall’OMS. È un segnale d’allarme che va oltre la singola malattia e porta a interrogarsi su programmi vaccinali, politiche sanitarie e cooperazione internazionale. E ci mostra che l’eradicazione non è solo una sfida biologica, ma soprattutto organizzativa, politica e culturale.

In copertina: virus del morbillo al microscopio elettronico. Crediti: CDC/Wikimedia Commons. Licenza: pubblico dominio

Lo scorso 23 gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che sei Paesi della regione europea hanno perso il loro stato “eliminazione del morbillo”: Armenia, Austria, Azerbaijan, Spagna, Regno Unito, e Uzbekistan. Il Canada lo aveva perso già lo scorso anno. La situazione negli USA sarà valutata dall’OMS il prossimo aprile, ma tutti i segnali puntano alla perdita dello status anche per loro.